Rifiuti, inquinamento, amianto, nuove assunzioni pubbliche: sono alcuni dei temi chiave contenuti nella bozza del decreto allo studio del Ministero dell’Ambiente. Il documento di 44 pagine contiene per il momento 16 articoli che cercano di mettere ordine in alcune delicate questioni ambientali: dalla raccolta differenziata all’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale.

Su quest’ultimo fronte il Ministero dell’Ambiente prevede una nuova commissione che si arricchisce di due membri nominati dal Ministero della Salute, per valutare in modo più obiettivo l’impatto sanitario delle industrie inquinanti, togliendo ai sindaci il potere decisionale ed escludendo gli esperti nominati dalle amministrazioni locali, provinciali e regionali. I membri della commissione AIA in totale saranno 25.

La ridefinizione delle norme sull’assegnazione delle competenze contenuta nel decreto porterà gli impianti soggetti al rilascio dell’AIA statale dagli attuali 180 a 520. Per le installazioni soggette all’Autorizzazione Integrata Ambientale statale, la Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) non potrà sostituire l’AIA.

Una novità importante che permetterà l’applicazione del principio “Chi inquina paga” è l’istituzione di un fondo in cui confluiranno i contributi dei gestori degli impianti. In caso di danni ambientali gravi, le Regioni avranno facoltà di accedere ai fondi per decontaminare le aree compromesse dall’inquinamento industriale.

Per quanto concerne i siti contaminati da asbesto, la bozza prevede un “Programma di finanziamento straordinario per l’amianto per il periodo 2015-2035″ che andrà ad affiancarsi al Piano Amianto già in vigore. I governatori regionali potranno contrarre mutui per bonificare i siti compromessi dall’amianto. Il fondo messo a disposizione dal Governo per il triennio 2015-2017 ammonta a 5 milioni di euro all’anno. Il Ministro dell’Ambiente, inoltre, si è impegnato a finanziare la bonifica ambientale di Pieve Vergonte.

Ulteriori fondi verranno destinati a un “Programma di finanziamento straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico con particolare riferimento alle aree metropolitane per il periodo 2015-2045″, per un totale di 1,3 miliardi. Altri 10 milioni di euro verranno destinati all’abbattimento degli ecomostri e degli edifici costruiti abusivamente in aree a forte rischio idrogeologico.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, i Comuni che hanno accumulato ritardi potranno tirare un sospiro di sollievo perché non incorreranno in sanzioni, almeno non nei prossimi 2 anni.

Il termine previsto per raggiungere una quota del 65% di rifiuti urbani recuperati e avviati al riciclo, scaduto a dicembre del 2012, slitta infatti a inizio 2017. Il Ministero ha deciso di intervenire alla luce dei dati sulla raccolta differenziata ferma a una media del 39,9% in Italia, una percentuale ancora troppo lontana dalla quota prevista del 65%.

Per meglio coordinare la realizzazione dei nuovi programmi ambientali nella bozza del decreto è prevista l’assunzione di 18 dirigenti e 250 unità di personale non dirigenziale con contratto a tempo indeterminato. Il Ministero assumerà anche nuove figure tecniche e profili altamente specializzati bandendo dei nuovi concorsi pubblici. La spesa complessiva per l’ampliamento dell’organico ministeriale ammonterà a quasi 10 milioni di euro all’anno.

21 gennaio 2015
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I vostri commenti
Grippa, giovedì 22 gennaio 2015 alle6:45 ha scritto: rispondi »

Il rifiuto è una risorsa che si può trasformare in energia. Esistono già in Italia progetti e impianti a impatto ambientale ZERO, per trasformare i rifiuti tal quale in energia a basso costo ma paradossalmente non se ne parla, perché ?

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