Come vivono gli italiani il rapporto tra ambiente e salute? Una risposta prova a darla il rapporto presentato dalle Farmacie Apoteca Natura e dall’ISDE (Medici per l’Ambiente) rendendo noti i risultati dei questionari somministrati sul tema dell’inquinamento e delle corrette pratiche ambientali. La ricerca è stata resa nota durante la 5a Giornata in memoria di Lorenzo Tomatis, presso l’Istituto Superiore di Sanità.

I questionari in merito all’opinione degli italiani nell’ambito del rapporto “Ambiente e Salute” sono stati completati da 428 individui, corrispondenti a 106 uomini e 322 donne. L’età media dei rispondenti è di 44 anni, con prevalenza di risposte provenienti dall’area del Nord Est e nello specifico del Friuli Venezia Giulia.

Le macroaree del questionario hanno affrontato temi come l’inquinamento interno ed esterno, quello elettromagnetico, consumi e alimentazione, energia e rifiuti. Varie le reazioni a seconda dell’argomento trattato, con l’approvvigionamento energetico tra i temi più sentiti mentre i possibili danni dall’esposizione ai cellulari sono tra i meno rilevanti per il campione analizzato.

Vedendo i risultati più nel dettaglio emerge come, per quanto riguarda l’inquinamento esterno sia alto il livello di sensibilità da parte degli intervistati, soprattutto se genitori di figli in giovanissima età. Il 79% di loro evita le zone ad alta densità di traffico se in compagnia dei bambini. L’aspetto significativo è però la scarsa consapevolezza di poter agire in tal senso, con soltanto il 17% dei soggetti che privilegia l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Diverso quanto riferito in merito alla situazione entro le mura domestiche, per la quale si evidenzia una maggiore propensione all’intervento e alla messa in pratica di comportamenti salutari e corretti. Scarsa si rivela al contrario l’attenzione per l’inquinamento elettromagnetico, per lo più riservata alla riduzione o divieto dell’uso dei telefoni cellulari per i bambini o i giovanissimi. Bassa la percentuale di chi utilizza con regolarità l’auricolare (15,4%) così come la rilevanza attribuita all’allontanamento dello smartphone dal corpo o alla durata delle conversazioni.

Controverso il rapporto con i consumi e gli alimenti, in particolare se collegato alla gestione dei rifiuti. Gli imballaggi non verrebbero tenuti in forte considerazione mentre grande importanza verrebbe attribuita all’acquisto di prodotti durevoli e non “usa e getta”. Ridotto anche l’acquisto di detersivi.

Se da un lato viene prestata poca attenzione alle tecniche di imballaggio, dall’altro circa il 70% di dichiara a proprio agio con le tecniche di raccolta differenziata, che mette in pratica senza particolari problemi. Risulta però l’energia l’ambito dove viene espresso il maggior numero di comportamenti positivi.

Il risparmio energetico e la scelta di elettrodomestici a basso consumo sembrerebbero essere temi di assoluta importanza per gli italiani (56,1%), così come il ricorso a temperature di lavaggio più basse o l’impostazione del proprio frigorifero sul minimo consumo (41,4%). Chiudono con risultati poco incoraggianti i riduttori della pressione dell’acqua e gli interventi di isolamento termico degli appartamenti, con questi ultimi che scontano ancora i prezzi in alcuni casi elevati o la scarsa conoscenza dei meccanismi di incentivazione statali.

1 ottobre 2013
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