Ieri Ministero dell’Ambiente e Ministero della Difesa hanno raggiunto un accordo. È stato firmato il “Protocollo d’intesa in materia di tutela ambientale e attività esercitative militari” da parte dei ministri Gian Luca Galletti e Roberta Pinotti.

Protocollo d’intesa conseguenza da una parte della volontà di aprirsi al mondo esterno nella massima trasparenza da parte della Difesa, dall’altra della necessità di attivare un tavolo tecnico su aspetti di tutela ambientale, di prevenzione dell’inquinamento e di definizione e regolamentazione delle responsabilità relative alle aree dedicate alle esercitazioni militari. Il ministro Galletti ha espresso la sua soddisfazione:

La collaborazione tra difesa e ambiente è importante anche per risolvere le varie problematiche che sono sempre più pressanti. È una collaborazione strategica.

Il protocollo costituisce un continuum rispetto a una collaborazione iniziata da tempo e consolidata l’anno scorso con la Conferenza nazionale sulle servitù militari. Questi i punti chiave del documento:

  • Il Ministero dell’Ambiente fornirà supporto tecnico-giuridico in materia di attività esercitativo-militari, con priorità riservata alle procedure di infrazione comunitaria e alle procedure EU-Pilot, attivate dalla Commissione europea per rispondere rapidamente alle denunce presentate da cittadini e imprese.
  • Il Ministero della Difesa farà relazioni annuali sul monitoraggio ambientale dei siti interessati dalle esercitazioni militari, tenendo conto degli aspetti di individuazione, recupero, gestione, tracciabilità e smaltimento dei rifiuti connessi, anche quelli radioattivi.
  • Il Ministero della Difesa si rende inoltre disponibile a comunicare al Ministero dell’Ambiente i dati sui controlli in materia di radioattività ambientale.
  • Il Ministero dell’Ambiente darà il suo supporto in quanto competente in materia di bonifica e ripristino ambientale delle aree interessate dalle attività militari esercitative in oggetto.
  • Il Ministero della Difesa fornirà le informazioni sulle attività di caratterizzazione, messa in sicurezza, bonifica e monitoraggio periodico delle matrici ambientali (suolo, sottosuolo, acque sotterranee, acque superficiali e marine, sedimenti), in relazione alle aree di propria competenza ricadenti all’interno del perimetro di Siti di Interesse Nazionale (SIN).
  • Ministero della Difesa e dell’Ambiente redigeranno dei “protocolli ambientali” per le attività esercitative che possono avere ricadute nell’ambiente marino.
  • Il Ministero della Difesa comunicherà l’eventuale apertura di indagini preliminari dell’Autorità Giudiziaria relative a presunti illeciti ambientali connessi alle attività esercitative militari, con lo scopo di valutare congiuntamente sia possibili danni ambientali o pericoli in tal senso, sia l’individuazione delle necessarie misure di ripristino ambientale.

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha ribadito in conclusione l’importanza dell’intesa:

Il tema delle esercitazioni militari e dei poligoni è un tema particolarmente sensibile e noi siamo attenti a questa sensibilità e quindi vogliamo in modo preventivo, puntuale e sistematico fare in modo che il Ministero dell’Ambiente possa aiutarci a verificare che tutto sia perfettamente nella norma e quindi la salute e la sicurezza dei cittadini siano perfettamente preservati da quella che però è un’attività necessaria per le Forze Armate e per il Paese.

19 giugno 2015
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