La comunità scientifica della Union of Concerned Scientists ha lanciato un avvertimento preoccupante per quanto riguarda l’ambiente: la crescita esponenziale dell’umanità, il cambiamento climatico, la deforestazione e la riduzione della biodiversità stanno mettendo a dura prova la salute del nostro Pianeta. Già nel 1992 era stato redatto il World Scientists’ Warning to Humanity, un documento in cui si metteva in guardia dall’impatto troppo invasivo dell’uomo sull’ambiente, e oggi la situazione è notevolmente peggiorata.

=> Leggi i dati del Global Carbon Project sull’aumento delle emissioni di CO2

William J. Ripple, uno dei 15000 ricercatori che fa parte della Union of Concerned Scientists, professore della Università dell’Oregon, e altri 1500 scienziati hanno deciso di fare il punto della situazione aggiornando il documento del 1992. Ciò che è emerso è preoccupante: l’umanità non ha adottato in questi anni le misure necessarie per salvaguardare la nostra biosfera che, a oggi, è in tremendo pericolo. Le problematiche ambientali emerse 25 anni fa come l’estinzione di specie animali rare, la distruzione della biodiversità e l’inquinamento non sono state risolte, anzi: sono peggiorate. Secondo i ricercatori stiamo andando verso una situazione quasi irreversibile.

=> Leggi il commento di Legambiente al Piano Nazionale di Adattamento Climatico

L’acqua potabile presente sul nostro Pianeta è ridotta del 26%, le zone cosiddette morte degli oceani sono aumentate del 75%, abbiamo perso quasi 300 milioni di ettari di foresta, l’emissione di anidride carbonica è aumentata e le temperature sono anch’esse in crescita. Cresce inoltre il numero della popolazione umana del 35% anche se le risorse per il sostentamento diminuiscono e il 29% di animali presenti sul nostro pianeta è sparito negli ultimi anni.

A chi attacca i ricercatori definendoli “allarmisti”, gli scienziati rispondono spiegando che questi sono dati concreti e oggettivi, nati da studi reali che dimostrano come l’uomo stia vivendo una vita insostenibile. A questo si aggiunge così l’immediata necessità di aprire un nuovo dibattito sulle questioni ambientali, prima che sia davvero troppo tardi.

15 novembre 2017
In questa pagina si parla di:
Immagini:
Lascia un commento