Un nuovo fungo che mangia la plastica è stato scoperto in Amazzonia da un gruppo di studenti dell’Università di Yale, guidati dal professore di Biochimica Molecolare Scott Strobel. Il team di studiosi stava partecipando alla Expedition Rainforest, una spedizione di ricerca che la celebre università americana organizza ogni anno per permettere agli studenti di fare esperienza sul campo.

Quest’anno la missione scientifica ha portato a una scoperta che potrebbe avere delle applicazioni molto importanti nelle tecnologie per il trattamento dei rifiuti. L’equipe, infatti, ha scovato una specie fungina, Pestalotiopsis microspora, capace di degradare il poliuretano, una sostanza plastica utilizzata per la produzione di moltissimi oggetti di uso quotidiano, dai tubi flessibili alle scarpe, dai mobili da giardino ai sedili dei camion.

Il problema è che, una volta entrato nel ciclo dei rifiuti, il poliuretano resiste per generazioni, perché è particolarmente refrattario alla degradazione. A meno che non entri in gioco un organismo in grado di “digerirlo”. Il fungo amazzonico sembrerebbe in grado di fare proprio questo, tra l’altro in ambiente anaerobico, cioè privo di ossigeno, una condizione particolarmente frequente sul fondo delle discariche.

Nei loro esperimenti, infatti, gli studenti della Yale University hanno rilevato che Pestalotiopsis microspora è stata l’unica specie a sopravvivere se alimentata solo con poliuretano. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Applied and Environmental Microbiology e definiscono il fungo “una promettente fonte di biodiversità, dotata di proprietà metaboliche utili per il biorisanamento.”

31 gennaio 2012
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