Giungono segnali incoraggianti dalle autorità brasiliane in merito al disboscamento in Amazzonia. L’ex presidente Luiz Inácio da Silva e il Ministro all’Ambiente Izabella Teixeira hanno reso noto che nel 2010 (in particolare nel mese di novembre) il fenomeno nell’area amazzonica è sceso al minimo storico, interessando un’area complessiva pari a 6.000 chilometri quadrati. Nel 2009 la cifra era di 7.000, mentre nel 1995, l’anno peggiore di sempre da questo punto di vista, si arrivò addirittura a 29.000 chilometri quadrati.

Si tratta effettivamente di un avvenimento storico, ma fermandosi a riflettere sulle cifre ci possiamo rendere conto di quanto 6.000 chilometri quadrati rappresentino ancora un prezzo troppo alto per la conservazione della biodiversità.

La società brasiliana e l’opinione pubblica internazionale, oggi, sono pronte ad opporsi con fermezza al fenomeno del disboscamento e i fazendeiro ne sono ben consci. È giunto il momento per chiudere definitivamente la questione.

Queste le parole di Paulo Adario, responsabile di Greenpeace per l’area dell’Amazzonia, che ha confermato quanto dichiarato dalle autorità brasiliane, invitando però a non cessare l’impegno in questo ambito.

2 dicembre 2010
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