Amazon trae profitti dalla vendita di carne di balena. Ben 147 i prodotti che le associazioni animaliste hanno individuato nel negozio online del famoso gruppo commerciale: curry, bacon, stufato e hamburger in scatola, tutto prodotto con la carne dei cetacei e disponibile sul sito giapponese del colosso americano.

Un comportamento quello di Amazon che di fatto sostiene una pratica, quella della caccia alle balene, che mette a serio rischio estinzione questa specie. A sottolinearlo è Clare Perry dell’EIA (Environmental Investigation Agency):

Permettendo ai venditori di commerciare prodotti a base di balena di fatto si sostiene un mercato che dovrebbe essere stato già consegnato ai libri i storia.

Ogni negoziante su Amazon deve pagare una quota mensile oltre ad un 10% sul ricavato. Questo il guadagno che il mercato online ottiene, oltre che da altri più rispettabili prodotti, anche dal commercio di carne di balena. Una moratoria internazionale, giusto ricordarlo, vieta la caccia a questi cetacei ormai a rischio estinzione. Non a caso ad accettare questo tipo di merce è l’Amazon nipponico: per anni i pescatori giapponesi hanno messo in atto contro questi straordinari animali una caccia indiscriminata mascherandola sotto l’etichetta di “ricerca scientifica”.


Molti chiedono ora che Amazon riveda le sue politiche. In programma la raccolta firme per una petizione, con la speranza che possa convincere il mercato online a bandire prodotti ricavati con specie a rischio anche dal Giappone. Dal presidente dell’EIA Allan Thornton un invito a non chiudere più un occhio di fronte a questi atti ed escludere ogni possibilità di commercio anche sui server giapponesi:

Ci appelliamo a Jeff Bezos e ad Amazon affinché si assicurino che la loro politica di ban, già prevista per le altre specie a rischio, possa includere tutti quei prodotti realizzati con balene, delfini e focene sia applicata su tutti i loro siti Amazon.

| TreeHugger

22 febbraio 2012
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