Il Nord e il Sud America si uniranno, fondendosi con la regione asiatica e con quella europea. Il Mare dei Caraibi e il Mar Glaciale Artico scompariranno. Accadrà tra 250 milioni di anni, quando il movimento delle placche tettoniche modificherà per sempre la morfologia e la geografia del pianeta Terra, provocando (fra le altre cose) la nascita di un nuovo megacontinente chiamato Amasia.

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A stabilirlo una simulazione condotta da un team di ricercatori della Yale University, in collaborazione con la Agency for Marine-Earth Science and Technology giapponese.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista scientifica Nature e si basa su una teoria chiamata “Orthoversion”, ben illustrata e sintetizzata dal video in streaming di seguito: dopo la divisione delle aree che un tempo costituivano la Pangea, i singoli continenti hanno iniziato ad allontanarsi, ma a causa dell’attività tellurica di quella che in geologia è conosciuta come “cintura di fuoco del Pacifico” finiranno per riavvicinarsi, fino ad unirsi in una sola entità.

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Per la creazione del modello i ricercatori sono partiti da informazioni del paleomagnetico, disciplina che studia le proprietà magnetiche di rocce e sedimenti (così come le caratteristiche del campo geomagnetico del passato), rapportandole alle variazioni nella rotazione della Terra intorno al proprio asse, note come True Polar Wander e causate da un cambiamento della distribuzione delle masse sul pianeta.

La Pangea si è formata circa 300 milioni di anni fa, con al centro l’area attualmente conosciuta come continente africano. Il processo di smembramento e divisione ha preso il via circa 100 milioni di anni più tardi, con la creazione dell’Oceano Atlantico. Servirà un periodo altrettanto lungo per poter vedere la formazione dell’Amasia.

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, secondo gli studi più accreditari la Pangea non è stato il primo megacontinente della Terra: un miliardo di anni fa c’è stata la Rodinia e 1,8 miliardi di anni fa la Nuna.

16 gennaio 2017
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