Non è un periodo fatto di soddisfazioni, almeno dal punto di vista delle ricerche scientifiche, quello che coinvolge i possessori di cani. Dopo lo studio che pare aver confermato come i proprietari di gatti siano più intelligenti della loro controparte canina, arriva oggi un’altra ricerca a tema: gli amanti di Fido sarebbero autoritari, rigidi e vagamente discriminatori. Prima di sollevare l’ascia di guerra, però, è doveroso ricordare come si tratti di risultati che prescindono dal rapporto del singolo con il proprio amico a quattro zampe, ma derivano da un orientamento generale raccolto su una popolazione campione.

Lo studio è stato condotto dall’Università di Melbourne, analizzando il comportamento e i tratti di personalità di 500 volontari. Dall’indagine è emerso come gli amanti dei cani siano molto più competitivi rispetto ai possessori di gatti o altre specie, poiché raggiungono punteggi elevati in un test sull'”orientamento sociale dominante” (SDO). In altre parole, gli amici di Fido sarebbero molto più inclini ad accettare la gerarchie sociali, a rispettare e impartire comandi nonché a giustificare implicitamente la discriminazione di gruppo: in tutti i test, è emerso come questi proprietari si “aspettino, accettino e approvino l’ineguaglianza sociale” proveniente da una posizione di prestigio elevata. A essere più dominanti sono soprattutto gli uomini, mentre le donne segnano punteggi simili alla controparte felina.

I dati emersi vanno ovviamente spiegati nel contesto di un rapporto con il quadrupede: per esigenze educative, infatti, è molto più probabile che tra proprietario e cane si creino delle dinamiche tra “capobranco” e “seguitore”, dove il rispetto della gerarchia è fondamentale per la serena amministrazione dell’animale. Il cane stesso, infatti, vede il proprietario come il leader a cui fare pieno affidamento. Il gatto, dato il suo impeto indipendente, tende invece a non seguire comandi né a rispettare i ruoli: il proprietario non è la guida, semmai un membro a pari livello della sua colonia.

Tali evidenze troverebbero conferma anche in un altra indagine condotta da un team di psicologi alla Ghent University e alla Brock University, dove è emerso come i proprietari di cani tendano a riconoscere la superiorità del genere umano sulle altre specie, mentre gli amanti dei gatti considerino piuttosto il felino come un’estensione del proprio sé. Infine, oltre alla ricerca della Carroll University che ha evidenziato come gli amici di Fufy abbiano capacità cognitive più reattive e malleabili rispetto a quelli di Fido, una survey di Time Magazine condotta su oltre 200.000 individui pare abbia dimostrato come la compagine canina si trovi più a suo agio in posizioni politiche conservatrici, al contrario degli innovatori felino. Come già ricordato, però, si tratta di un’astrazione forse stereotipata della realtà, da prendere con le dovute precauzioni.

16 giugno 2014
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