Alzheimer: sonnolenza diurna aumenta il rischio

La sonnolenza diurna può aumentare il rischio di Alzheimer. A riferirlo è uno studio condotto dagli esperti della Mayo Clinic, che hanno rilevato come risulti particolarmente rischiosa la sonnolenza che si prova durante la giornata.

Le stesse conseguenze si possono avere negli anziani che hanno superato i 70 anni senza segni della malattia. Chi avverte una sensazione di sonnolenza durante il giorno, a causa dei frequenti risvegli notturni o della mancanza di sonno, avrebbe nel cervello un maggior accumulo di placche amiloidi che consumano le cellule e portano alla perdita della memoria.

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Il gruppo di studiosi della Mayo Clinic è riuscito a dimostrare in uno studio che la sonnolenza potrebbe essere una delle cause dello sviluppo di placche capaci di innescare la malattia neurodegenerativa. Il team di ricerca ha analizzato le condizioni di salute di 283 persone con età pari o superiore a 70 anni, che non presentavano segni di demenza.

Hanno riscontrato la presenza in 63 partecipanti di un’eccessiva sonnolenza diurna e questo stato è stato associato ad un aumento dell’accumulo di placche senili in alcune regioni sensibili del cervello. Lo studio non è stato in grado di spiegare i motivi per i quali il sonno può avere questo effetto.

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Tuttavia gli esperti hanno preso in considerazione questa ricerca anche per confermare l’importanza di un buon sonno per preservare la salute del cervello e prevenire l’Alzheimer. Secondo gli autori dello studio, questa analisi e altre recenti hanno dimostrato che la scarsa qualità del sonno potrebbe costituire un segnale di allarme precoce nei processi correlati all’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Nell’attesa di scoprire nuove terapie efficaci basate proprio sul sonno, per il momento il trattamento dei disturbi del sonno e un riposo notturno adeguato dovrebbero costituire una priorità importante per la salute mentale degli anziani.

13 marzo 2018
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