Alzheimer: la pressione alta aumenta il rischio del 46%

Esisterebbe un collegamento tra l’Alzheimer e la pressione alta. Gli esperti hanno riscontrato che il soffrire di ipertensione potrebbe aumentare del 46% il rischio di incorrere nell’Alzheimer. Gli scienziati del Rush Alzheimer’s Disease Center di Chicago hanno voluto analizzare l’impatto che i cambiamenti dei valori della pressione durante la vecchiaia possono avere sul cervello. Hanno così avviato uno studio che ha dimostrato come le persone anziane con la pressione alta abbiano più probabilità di riscontrare delle lesioni nelle aree del cervello che sono legate all’insorgenza dell’Alzheimer.

Gli esperti hanno visto che le persone anziane con la pressione alta presentano anche dei livelli più elevati di grovigli di tau, una proteina che danneggia il cervello, predisponendo all’Alzheimer. Spesso i sintomi di questa malattia si riscontrano soltanto quando ormai è troppo tardi. Recenti stime hanno valutato che soltanto la metà delle persone a rischio è consapevole del pericolo che corrono.

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Per questo i ricercatori hanno voluto fare luce sulla questione, per far riflettere su quanto sia importante considerare il ruolo svolto dall’ipertensione arteriosa, che è anche una delle principali cause di infarto e di ictus. I risultati raggiunti mettono in evidenza come sarebbe importante cercare di rimediare attraverso una prevenzione specifica messa in atto mediante l’adozione di stili di vita più sani.

I ricercatori hanno studiato quasi 1.300 anziani e hanno esaminato i loro livelli di pressione sanguigna ogni anno, in media per 8 anni. Due terzi dei partecipanti allo studio avevano la pressione alta, una condizione che spesso è comune negli anziani. Circa l’80% dei pazienti seguiva una terapia farmacologica apposita. L’autrice principale dello studio, la dottoressa Zoe Arvanitakis, ha spiegato:

La pressione sanguigna cambia con l’invecchiamento e la malattia. Abbiamo studiato se la pressione arteriosa in età avanzata fosse associata a segni di invecchiamento cerebrale, compresi i grovigli di tau legati alla malattia di Alzheimer e le lesioni cerebrali.

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Un altro esperto che ha partecipato alla ricerca, il dottor Doug Brown, ha fatto presente:

Il prossimo passo potrebbe essere quello di esplorare gli effetti del controllo della pressione arteriosa nei pazienti sani durante la mezza età, per vedere se in questo modo si può ridurre il rischio di Alzheimer.

13 luglio 2018
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