Individuare l’Alzheimer grazie al burro di arachidi. L’ipotesi arriva dalla University of Florida’s McKnight Brain Institute Center for Smell and Taste e sembra mostrare già i primi positivi risultati nella ricerca di una delle più importanti malattie cognitive degenerative.

L’Alzheimer è una patologia che mostra nei primi stadi una sintomatologia simile a quella della normale demenza senile, rendendo quindi difficile una sua identificazione in tempi rapidi. Grazie a un vasetto di burro di arachidi e un metro i ricercatori assicurano di poter mettere a punto uno strumento efficace per poter rilevare la patologia in modo economico e già durante i primi stadi di avanzamento, quando la sintomatologia è ancora scarsa o quasi assente.

Nodo centrale del test il sistema olfattivo, il cui nervo risiede nella regione frontale del cranio e che sembra sia uno dei primi ad essere colpito dalla malattia. Qui entra in gioco il burro di arachidi, una cui piccola quantità viene posta in un vasetto e avvicinata in maniera progressiva al soggetto misurandone con il metro la distanza dal naso.

Occhi chiusi e una delle due narici tappata durante il test. Il procedimento viene ripetuto due volte, una per ciascuna narice, con un intervallo di 90 secondi. Più di 90 i soggetti coinvolti nell’esperimento divisi tra soggetti con forme di moderata degenerazione cognitiva, Alzheimer, demenza e volontari sani.

Tutti i 18 pazienti affetti da Alzheimer hanno mostrato come ci sia un’importante disparità nella risposta olfattiva delle due narici: la sinistra ha mostrato la necessità di una maggiore vicinanza del vasetto contenente burro di arachidi per l’individuazione dell’odore, in media 10 centimetri.

Gli stessi dati non stati altresì riscontrati nei soggetti sani, che non hanno riportato significative differenze tra le due narici, mentre i soggetti affetti da altre forme di deficit cognitivi hanno mostrato scarsa disparità anche se comunque sempre a favore della narice destra.

Secondo quanto affermato dalla Dr.ssa Jennifer Stamp, che ha condotto la ricerca, si tratta di un processo che necessita di una messa a punto prima di poter divenire del tutto affidabile e sicuro. Un’eventualità che tuttavia non viene esclusa, ma anzi verrà approfondita con ulteriori prove:

Al momento possiamo utilizzare questo test solo per la conferma di diagnosi, ma abbiamo come obiettivo lo studio di pazienti con moderate disparità cognitive per vederificare se questo test può essere utilizzato per scoprire in quali pazienti potrà manifestarsi l’Alzheimer.

11 ottobre 2013
Fonte:
CBS
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