Mangiare nei fast food, per quanto possa essere sfizioso se fatto una volta ogni tanto, è dannoso per la nostra salute. Questo lo sapevamo, ma oggi arriva un’altra notizia negativa dal mondo del “junk food”: Altroconsumo ha denunciato la presenza di sostanze pericolose negli imballaggi di alcuni cibi ricchi di grassi.

=> Rischio esposizione ftalati al fast food, leggi perché

Si tratta di Pfas, sostanze perfluoro alchiliche, il cui utilizzo è già stato vietato in Danimarca, ma nel resto dei Paesi europei sono ancora presenti negli imballaggi di alimenti che consumiamo abitualmente. Questa sostanza viene usata per rendere più resistenti all’unto i contenitori e, l’analisi di Altroconsumo svolta su 65 campioni, ha rivelato una presenza di Pfas superiore ai livelli consentiti per legge.

=> Scopri il possibile rapporto tra rischio allergie e fast food

Le Pfas sono quindi sostanze molto pericolose, sono inquinanti persistenti, interferenti endocrini e, in alcuni casi anche cancerogeni. Nello specifico gli imballaggi “incriminati” sono quelli delle pizze, delle ciambelle, delle patatine fritte o degli hamburger. I test hanno dimostrato che, come si legge, in una nota della rivista:

I test di laboratorio che Altroconsumo ha condotto per l’Italia con altre quattro associazioni indipendenti europee, Danish Consumer Council (Danimarca), DECO (Portogallo), OCU (Spagna) e Test-Achats (Belgio) hanno documentato la presenza di sostanze indesiderate nei contenitori alimentari utilizzati in fast food e pizzerie […].

Sono state rinvenute sostanze tossiche in metà dei campioni esaminati; alcune di queste sono nell’Elenco europeo delle sostanze estremamente problematiche (Substances of Very High Concern), come il Pfoa, composto chimico che riduce la fertilità e danneggia il feto

6 marzo 2017
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento