Alta velocità: i No TAV a Bruxelles

La situazione in Val di Susa continua a essere pesante. Il movimento No TAV sembra, però, deciso a portare avanti le proprie lotte su tutti i fronti disponibili e, tra questi, uno dei più appetibili è di certo Bruxelles.

Una delegazioni di militanti, infatti, ha avuto ieri la possibilità di interloquire con la Commissione per le Petizioni – che è un organo del Parlamento Europeo. L’obiettivo era mettere in luce il punto di vista No TAV sulla questione Alta Velocità in Val di Susa, troppe volte oscurato dai grandi media e dalle discussioni politiche:

La delegazione No TAV ha invitato la Presidente Erminia Mazzoni a formare una delegazione che visiti con urgenza la Valle di Susa e prenda contatti con tutti coloro (cittadini, istituzioni, associazioni, esperti) che agiscono pro o contro la realizzazione della Torino-Lione. La Commissione Petizioni dovrebbe in seguito affidare a un gruppo indipendente di esperti la valutazione dei costi-benefici economici, finanziari, ambientali di questo progetto.

L’idea di base è quella di fermare i finanziamenti europei alla Torino-Lione, cosa non impossibile visto i dubbi già espressi in passato dall’UE. Inoltre, il Parlamento Europeo di appresta proprio di questi tempi a riconfermare quei finanziamenti:

I rappresentanti del Movimento No TAV hanno chiesto che il Parlamento europeo, che si appresta a esaminare nelle prossime settimane il piano TEN-T 2014-2020, cancelli con atto di lungimiranza questa grande opera inutile e dannosa dall’elenco di quelle meritorie di finanziamento europeo. L’Italia non ha sufficienti risorse finanziarie ed economiche nemmeno per iniziare l’opera.

Al termine della relazione, però, le cose sono andate in maniera meno positiva per la delegazione valsusina:

Al termine la Presidente Erminia Mazzoni ha aperto la discussione alla quale non ha partecipato la Commissione Europea (salvo per un accenno allo Studio di Impatto Ambientale – SIA – relativo alla tratta Venezia-Trieste). Al suo posto il Signor Roberto Ferrazza, del Ministero delle Infrastrutture italiano, ha a lungo relazionato leggendo un testo, scrittogli certamente dall’arch. Mario Virano, con il quale ha comunicato alla Commissione che la recente revisione del tracciato è meno impattante per l’ambiente determinando l’assenso dei sindaci prima contrari.

a ogni modo, gli eurodeputati Sonia Alfano e Sabine Wils hanno dato man forte agli argomenti No TAV, mentre i valsusini stigmatizzavano sia l’assenza della Commissione Europea, sia le presunte menzogne del delegato del Governo Italiano.

A riassumere il punto di vista che sembra emergere dalle istituzioni europee ci ha pensato, forse, il commento cinico del deputato Margaret Auken:

Non possiamo rispondere se l’Italia vuole buttare via i soldi, non c’è una legge che lo vieta.

Infine, per mediare le posizioni inconciliabili convenute, la Presidente Mazzoni ha deciso di chiedere nuove informazioni in merito, più dettagliate, al Governo Italiano. Difficile, però, che questa soluzione possa piacere ai No TAV.

Ricordiamo, fra le altre cose, come in questi giorni anche un giornale tutt’altro che militante ambientalista come The Economist aveva sollevato pesanti dubbi sul presunto “affare alta velocità”. Continueremo a tenervi aggiornati.

Fonte notizia: NoTAV.eu

4 ottobre 2011
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