L’alpaca, come il lama, è parte integrante della famiglia dei camelidi del nuovo mondo. Originario del Sudamerica, in particolare nella zona delle Ande, Bolivia settentrionale e del nord del Cile, con la commercializzazione l’esemplare ha trovato spazio nel resto del mondo. L’animale è un mammifero da allevamento molto noto per la sua lana, un tempo prerogativa solo della più pregiata nobiltà. Viene tosato una volta l’anno e può produrre da 2,5 chilogrammi (femmine) a 4 chilogrammi (maschi) di lana soffice, sontuosa e naturale. Quella dei piccoli, noti come cria, è ancora più ricercata perché leggera e brillante. Le sfumature del manto possono arrivare a ventidue colorazioni naturali, la lana non infeltrisce e non produce allergie. Viene impiegata nella produzione di berretti, guanti, trapunte e lana per materassi. L’animale vive in branco e, in terra d’origine, anche a 3.500 massimo 5.000 metri di altezza, perché esemplare adattabile. In qualità di parente del cammello possiede tre stomaci, utili a digerire la fibra del chilo di prodotti vegetali che mangia quotidianamente. Non necessita di molta acqua.

Noto come Vicugna pacos, secondo gli studi del DNA effettuati da Jane Wheeler per la Royal Society of London for the Improvement of Natural Knowledge, l’animale sarebbe il frutto di un incrocio creato dagli Incas tra lama e vigogna. L’allevamento di questi animali nasce solo per la produzione della lana, perché l’alpaca non viene utilizzato come esemplare da soma. Ne esistono due razze: Huacaya e Suri.

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Fisicamente possiede un mantello simile a quello di una pecora, ma la struttura è snella e slanciata, con un collo visibilmente lungo come quello dei lama. La gestazione delle femmine dura ben undici mesi, e porta alla nascita di un solo piccolo per volta. L’animale possiede un animo allegro, affettuoso e gentile, ma se sotto stress può difendersi con lo sputo. Spesso la madre utilizza lo sputo per educare i piccoli, mentre la femmina attira così l’attenzione del maschio.

Allevamento e pet therapy

Con il tempo e con la diffusione di questo animale nel resto del mondo, molti allevamenti tematici sono nati anche in Europa e in particolare in Italia. La produzione e la vendita della lana garantisce un feedback interessante, e la cura di questi animali non richiede spazi infiniti. Un ettaro ad animale può bastare, inoltre la conformazione dei suoi zoccoli impedisce che il terreno si rovini. Anche le sue feci trovano impiego come combustibile naturale, perché non emanano odore.

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Ciò che lo caratterizza è il suo animo attento ed educato, in grado di rispondere ai comandi e ai richiami, che fa di lui un ottimo animale di affezione casalinga. Ma non solo, in molti posti viene impiegato positivamente come esemplare da pet therapy per la sua intelligenza e la voglia interazione. Pratica messa in atto però da centri specializzati e attrezzati, con personale di riferimento.

24 agosto 2017
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