Prosegue la raccolta firme, promossa da Almo Nature, contro la sperimentazione animale: oltre all’iniziativa di sensibilizzazione, infatti, uno dei più noti produttori di alimenti per animali da compagnia ha deciso di fornire uno spazio per il dibattito e il confronto su una questione tanto delicata.

Dallo scorso 2 settembre, la società ha aperto un apposito blog sul proprio sito ufficiale, dal titolo “Sperimentazione animale, farsi un’idea”. Sulle pagine messe a disposizione da Almo Nature, le interviste rilasciate dai più importanti esponenti del mondo politico, scientifico, filosofico e religioso sulla questione del ricorso agli esseri viventi per testare cure, farmaci e molto altro ancora. La discussione continua poi su Facebook, sulla pagina ufficiale dell’azienda.

La società ha già espresso la sua contrarietà alla sperimentazione animale ma, essendo un tema che normalmente genera fitte polemiche e altrettanto dure contrapposizioni, l’iniziativa si è orientata verso un taglio inedito: sul blog vengono infatti raccolte tutte le voci, anche quelle a favore della sperimentazione, e a tutti i soggetti coinvolti è concesso eguale spazio e identica dignità d’opinione. Un modo intelligente, questo, per avvicinare con il confronto pacato due ambiti fra loro distanti.

Fra le tante opinioni di esperti del settore pubblicate da Almo Nature, e raccolte in un comunicato per la stampa, si propongono due interventi esemplificativi del dibattito. Il primo del dottor Massenzio Fornasier, Presidente SIVAL:

Che per affrontare l’argomento, con un atteggiamento costruttivo, è necessario abbandonare la contrapposizione tra favorevoli e contrari alla sperimentazione animale e affrontare il vero problema: si può oggi fare a meno della sperimentazione animale? E se ancora non è possibile, come fare perché questo sia possibile in futuro?

La seconda di Bruno Fedi, Professore di urologia:

Si è capito quanto la sperimentazione animale sia fuorviante. La sperimentazione su animali, anche geneticamente vicini a noi, può dare risultati molto diversi da quelli che darà sull’uomo. Considerando che le differenze genetiche significano anche un diverso metabolismo e diversa reattività, i risultati saranno sempre diversi, almeno dal punto di vista quantitativo. Cioè lo stesso farmaco è attivo sull’uomo in dosi diverse rispetto ad altri animali,  ma ciò lo si può sapere solo sperimentando sull’uomo. Da qui l’inutilità delle sperimentazioni su animali. La diversità, genetica e di risposte, è un fatto, non un’opinione!

20 settembre 2013
Fonte:
Via:
I vostri commenti
lavinia faulkner, domenica 22 settembre 2013 alle18:31 ha scritto: rispondi »

Trovo sia una grande arroganza degli umani infliggere unitili grudeltà agli gli animali magari solo per commercializzare meglio una crema da sole,ma fosse anche per medicamenti salva vita.Non trovo alcuna giustificazione plausibile alla sperimentazione su essere viventi a favore di altri .

Marco, domenica 22 settembre 2013 alle10:36 ha scritto: rispondi »

Assolutamente contrario credo sia lapalissiano che ci siano solo ed esclusivamente interessi economici politici e in alcuni caso anche neurologici!

Lascia un commento