Alluvione in Liguria, la Procura di Genova indaga nelle ultime ore sull’ipotesi di omissione in atti d’ufficio. Sotto inchiesta anche il comportamento tenuto dalla Protezione Civile. A questo proposito il pubblico ministero Stefano Puppo, che ha aperto nei giorni scorsi l’inchiesta per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, sembra abbia lasciato l’incarico per una squadra appositamente costituita. I nuovi membri sarebbero particolarmente esperti in reati della Pubblica amministrazione e sulle alluvioni.

L’uomo chiamato a costituire questo nuovo team è il procuratore facente funzioni Vincenzo Scolastico, che con Puppo aveva aperto a Genova il primo fascicolo in merito al disastro causato dall’alluvione. Quattro i nomi che si ipotizza faranno parte del gruppo: Vincenzo Ranieri Minati, Paola Calleri, Luca Scorza Azzarà e Francesco Pinto. Proprio Pinto era stato il pm che indagò sugli eventi alluvionali di Sestri Ponente dell’ottobre 2010.

Il principale colpo di scena riguarda la posizione della Protezione Civile. Anche quest’ultima sarebbe finita sotto la lente d’ingrandimento dei pm, che prenderanno in esame tempistiche e contenuti dei comunicati di allerta inviati agli enti locali. Due i filoni di inchiesta principali: i reati connessi alle mancate comunicazioni di allerta e quelli relativi agli interventi non effettuati per la messa in sicurezza di Bisagno e Fereggiano.

Su questi temi, nessuno è escluso dalle indagini. In queste ore vengono ascoltati dalla Polizia giudiziaria numerosi dirigenti scolastici, così da accertare eventuali mancanze nelle comunicazioni d’allerta oltre a comportamenti scorretti degli stessi istituti. Verrà verificata soprattutto l’ipotesi che alcuni studenti siano stati fatti uscire dall’istituto durante l’alluvione.

Il secondo ramo delle indagini è forse quello di cui si è discusso maggiormente nei primissimi istanti dopo l’alluvione: i mancati interventi di messa in sicurezza del cosiddetto “tappo”, il punto interrato dove il Fereggiano si ricongiunge al Bisagno. Nominato per le perizie il geologo Alfonso Bellini, già consultato per l’alluvione del 2010.

Al lavoro anche i Vigili del Fuoco, che hanno esplorato alcune condutture verificandone le dimensioni e le relative capacità di flusso. Stando quanto si è appreso, le acque a valle sarebbero giunte pulite, prive di residui di alberi e altra vegetazione. Nonostante questo, in entrambi i versanti le indagini sembrano concentrarsi sulle pubbliche amministrazioni: sul loro operato nel periodo precedente l’alluvione e in occasione del disastro del 4 novembre.

14 novembre 2011
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