Alluvione in Liguria e Toscana: come aiutare le regioni colpite

È un vero inferno di acqua e fango quello scatenatosi in Liguria e Toscana ormai due giorni fa. a essere colpita soprattutto la zona delle Cinque Terre – le immagini di Monterosso travolta dalle intemperie sono di quelle che restano nell’immaginario collettivo -, addirittura devastata e isolata a tutt’oggi, se si eccettuano gli aiuti arrivati via mare. Senza contare le ben due mila le abitazioni rimaste senza luce.

Come sempre succede in questi casi, è scattata immediatamente la macchina della solidarietà. Coraggiosi volontari stanno cercando di far fronte all’emergenza. Tra di essi anche una vittima, Sandro Usai della Protezione Civile, mentre è ferma a 8 la cifra dei dispersi.

Per chi volesse contribuire economicamente, è stato attivato un conto corrente, all’interno dell’iniziativa: “Un aiuto subito. Alluvione Levante ligure e Lunigiana”. Le coordinate sono:

Codice IBAN: IT 800 30 69 050 61 100 00 0000 567, presso Banca Intesa Sanpaolo, filiale di Roma, viale Lina Cavalieri 236.

Se, però, il senso di responsabilità ha mosso l’Italia in una sorta di gara di solidarietà a dramma accaduto, in molti si cominciano a chiedere se non si poteva fare qualcosa prima che esso accadesse; e in un periodo in cui il tema del condono edilizio è tornato di moda, parlare di dissesto idrogeologico non è un qualcosa di banale. Inoltre, che dietro la tragedia ci siano anche queste cause né danno prova le dichiarazioni del Ministro Stefania Prestigiacomo:

Ciò che è accaduto è l’ennesima, e temiamo non ultima, conseguenza di una condizione di dissesto del territorio che da decenni causa sciagure e lutti nel nostro paese e che per tanti anni non è stata affrontata come la sua evidente gravità richiedeva.

In queste vicende c’è sempre un margine di imponderabile e l’intensità delle precipitazioni nelle zone colpite rappresenta un evento eccezionale. Esistono comunque situazioni note di pericolo, mappe del rischio chiare, priorità individuate. Su queste realtà si deve intervenire come previsto dal piano straordinario per il dissesto idrogeologico, finalmente varato, ormai quasi due anni fa, definito attraverso accordi di programma con tutte le regioni, e che va realizzato attraverso risorse immediatamente spendibili.

È un’esigenza e un’emergenza per il paese. L’abbiamo resa una priorità operativa che deve essere attuata con la massima celerità possibile e con i fondi programmati, che peraltro realizzeranno solo un primo step di interventi. Saranno necessari altre ingenti risorse e altri massicci interventi.

Insomma, emerge l’idea di un Paese con il fianco esposto su più punti alla violenza delle intemperie. È normale, non ce ne voglia il Ministro, allora che le polemiche politiche esplodano. Comprendiamo però, dall’altro lato, la sua fretta di mettere fine intanto all’emergenza:

Oggi, dinanzi alle vittime dell’ennesima tragedia dal maltempo e dal dissesto del territorio appare davvero sgradevole il tentativo di innescare polemiche politiche, peraltro gia’ viste. Il rispetto per il dolore delle persone che hanno perso i propri cari, la preoccupazione per la devastazione nello Spezzino e nella Lunigiana ci impongono in primo luogo di pensare ai soccorsi alle popolazioni e al ripristino dei collegamenti e servizi essenziali.

L’auspicio è che, finita l’emergenza, si metta finalmente mano al problema idrogeologico italiano, stoppando qualsiasi velleità dei fan del condono tombale.

27 ottobre 2011
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