Dopo l’ennesima alluvione che ha colpito Genova, arrivano misure ad hoc nello Sblocca Italia. Lo ha annunciato la relatrice al provvedimento, Chiara Braga, responsabile Ambiente del PD.

Si tratterebbe di misure per accelerare gli inteventi, così da ridurre in modo deciso i tempi dei ricorsi nei casi di opere necessarie per la messa in sicurezza dei territori colpiti da alluvione. Parla inoltre anche di:

Un emendamento per l’affidamento immediato di opere rilevanti e urgenti di contrasto al dissesto idrogeologico, anche sopra la soglia comunitaria degli appalti.

Un emendamento che fa riferimento al Fondo emergenze nazionali, che al momento conta 50 milioni di euro. Il decreto Sblocca Italia potrebbe prevedere l’aggiunta di altri 50 milioni di euro dedicati all’emergenza genovese. Il documento è ora in fase di discussione tra i membri del Governo e dovrà passare dalla Commissione.

Nella stessa norma è prevista inoltre, la disponibilità immediata di 18 milioni di euro, che servirebbero per avviare i lavori del terzo lotto per mettere in sicurezza il Bisagno. Come ha affermato il sindaco di Genova, Marco Doria:

L’obiettivo politico è completare il rifacimento della copertura del Bisagno fino alla ferrovia.

Saranno però in tutto 95 i milioni di euro che saranno resi disponibili per completare le opere sulla ferrovia fino a Brignole e sul Fereggiano. Lo saranno grazie a un accordo di programma tra Regione, Provincia e Comuni, che entro fine anno dovrebbe essere effettivo.

Gli impegni che saranno presi sono stati annunciati ufficialmente ieri all’incontro del Governo con il presidente della Regione, Claudio Burlando, al momento commissario straordinario per l’emergenza, con il sindaco Marco Doria e con Erasmo D’Angelis, responsabile di “#Italia sicura”, la campagna di comunicazione appena partita per informare i cittadini sul rischio idrogeologico che il nostro Paese vive e sulla situazione dei “lavori in corso”.

Alle misure dello Sblocca Italia si aggiungono quelle della Regione, con un intervento straordinario, e della Legge di Stabilità, che metteranno a disposizione almeno altri 60 milioni di risorse in totale a fondo perduto, per famiglie e imprese.

Le somme corrisposte saranno utilizzabili a fronte della dimostrazione del danno e senza il bisogno di dimostrare l’avvenuto investimento per i lavori di ripristino, com’era successo per altre emergenze prima del terremoto dell’Emilia Romagna.

14 ottobre 2014
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