Alluvione a Genova: è ancora emergenza. Procura indaga sui ritardi

Dopo l’alluvione dei giorni scorsi, Genova torna a temere per il Fereggiano. Il nubifragio con cui si è svegliato il capoluogo ligure ha provocato una frana che rischia di far esondare nuovamente il torrente. Subito sono intervenuti i Vigili del Fuoco, la paura per una nuova esondazione è molta. Scarsa è invece la fiducia riposta dai genovesi nelle dichiarazioni del sindaco Vincenti, incapace di scongiurare il pericolo legato al dissesto idrogeologico.

Fra le colpe del primo cittadino non solo i mancati lavori di messa in sicurezza di torrenti e rii minori, ma anche il ritardo con cui sono state allertate le scuole. Proprio nelle ultime ore si viene a sapere come l’email di segnalazione dell’emergenza alluvione sia stata inviata agli istituti scolastici solo alle 15 e 37, a disastro già avvenuto.

Tornando alla situazione attuale, le piogge si stanno attenuando nell’area del Fereggiano, malgrado il torrente continui per il momento ad essere considerato “a rischio”. Temporali che starebbero finalmente abbandonando il versante ligure, ma lasciano dietro di loro tanto lavoro da fare per guarire le nuove ferite di Genova.

Su quanto accaduto in questi giorni sta indagando la Procura di Genova. I PM hanno acquisito documenti relativi alle molte iniziative a cui il Comune ha dato il via libera, senza però mai arrivare alla conclusione degli interventi di messa in sicurezza. Secondo quanto riportato da “Il Secolo XIX”, pesanti ritardi nell’allargamento dello sbocco del Fereggiano avrebbero provocato il prevedibile innalzamento dei livelli del torrente e la successiva esondazione.

Pensare che già nel 1971, un anno dopo la precedente alluvione, Genova e il suo torrente erano la seconda criticità geologica italiana, dietro soltanto all’Arno fiorentino (anch’esso esondato pochi anni prima). Da allora sono state studiate diverse soluzioni, dal canale di alleggerimento (il cosiddetto “scolmatore”) fino all’allargamento dello sbocco del Fereggiano nel Bisagno.

Del primo resta soltanto un cantiere o poco più nel quartiere di Albaro, travolto non dalle acque, ma dalla scandalo Tangentopoli. Il Comune ha inoltre sborsato ben cinque miliardi di lire come risarcimento alla ditta appaltatrice per ia mancata prosecuzione dei lavori. Discorso più compesso per l’allargamento dello sbocco, situato in zona “Stazione Brignole”.

L’interramento del Bisagno, risalente addirittura al 1928 e quindi in pieno regime fascista, pone di fronte a numeri che lasciano poco margine di trattativa: questa operazione ha ridotto il volume delle acque che possono transitarvi a 500 metri cubi al secondo, a fronte degli oltre 1.300 generabili durante una piena.

Dopo l’avvio dei lavori per l’adeguamento dello sbocco iniziano un valzer di ditte, appalti e subappalti che fanno non soltanto slittare i lavori, ma lievitare di oltre 300 milioni i lavori. Ad approvare lo stanziamento di ulteriori fondi, ingiustificato vista l’impossibilità di copertura finanziaria, è Angelo Balducci, recentemente rinviato a giudizio per corruzione e appalti truccati insieme a Guido Bertolaso.

Mentre la procura è chiamata a fare luce sulle responsabilità che hanno portato alle sei vittime di venerdì, diffondiamo l’appello della Protezione Civile, che invita a non rimanere in abitazioni al piano terra o sotto il livello stradale:

Non uscite di casa, a meno che non sia assolutamente necessario. Via Fereggiano e’ chiusa sia al transito veicolare sia pedonale, chi abita li’ deve rimanere in casa. Il Bisagno e gli altri corsi d’acqua sono molto ingrossati. Siamo presenti in forze vicino ai torrenti e siamo pronti a chiudere le strade.

Fonti:

8 novembre 2011
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I vostri commenti
Hdfkjahfkjas, domenica 20 novembre 2011 alle14:26 ha scritto: rispondi »

bene , questo sito e' aggiornatissimo!

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