Allevamento di galline, dal 2012 vietato quello in gabbia

A partire dal 1 gennaio 2012, le uova vendute sul territorio dell’Unione Europea dovranno provenire esclusivamente da galline allevate a terra. Lo stabilisce una direttiva europea che vieta l’allevamento di polli in batteria. La norma, in realtà, è stata varata nel 1999, ma l’Ue ha lasciato ben 13 anni agli Stati membri per adeguarsi alle nuove disposizioni.

Nonostante questo, ora che all’entrata in vigore del divieto mancano solo pochi mesi, non mancano le polemiche. L’Unione Nazionale dei Consumatori, ad esempio, teme che il consumo di uova che non verranno più da gabbie convenzionali possa mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini.

Un allarme che ha fatto arrabbiare la LAV, stupita del fatto che la direttiva europea trovi ancora resistenze da parte di allevatori e di alcune organizzazioni di categoria nonostante il lungo tempo a disposizione degli addetti ai lavori per adeguarsi alla nuova normativa.

L’Unione Nazionale dei Consumatori si preoccupa di una scadenza prevista da ben 13 anni – commenta Roberto Bennati, vicepresidente dell’associazione – e alla quale i padri allevatori si sono colpevolmente opposti, fiduciosi in una revisione che cancellasse questa decisione dell’Unione Europea.

L’Ue, evidentemente, non ha fatto dietrofront, con grande soddisfazione di ambientalisti e gruppi di tutela degli animali, convinti che il nuovo sistema potrà risparmiare disagi e sofferenza a milioni di esemplari. Più tranquilla la situazione, sottolinea ancora la LAV, nella maggioranza dei 27 Paesi della Ue, pronti per l’applicazione dei nuovi standard di allevamento già da diversi mesi.

Qualcuno, come la “solita” Germania, ha addirittura anticipato i termini della direttiva, vietando le gabbie di batteria fin dal 2009. Anche da noi, comunque, il 40% delle uova deriva già da sistemi alternativi non in gabbia, che incontrano sempre di più il favore dei consumatori .

Nei supermercati – aggiunge l’attivista della Lav – le uova da sistemi in gabbia stanno scomparendo per volontà dei consumatori e catene come Coop Italia hanno deciso, da più di un anno, di non vendere uova da galline in gabbia, comprese le nuove gabbie arricchite, e altre come Esselunga hanno già deciso di vendere solo uova da sistemi alternativi a proprio marchio. Forse queste catene di supermercati stanno mettendo a rischio la salute dei cittadini?

La domanda, naturalmente, è retorica. Vedremo se le polemiche si placheranno quando il divieto diventerà esecutivo. Nel frattempo, a ringraziare l’Ue non sono soltanto gli animalisti, ma anche i consumatori sensibili al benessere degli animalie le galline ovaiole, naturalmente.

Fonte: Adnkronos

10 novembre 2011
I vostri commenti
Cristina , mercoledì 16 marzo 2016 alle9:22 ha scritto: rispondi »

Io sono del parere che ogni forma di vita sulla terra ha bisogno di rispetto in relazione al suo ruolo da ciò tutto funzionerebbe meglio e bene....Per quanto riguarda le galline che razzolano a terra sarebbe la cosa più giusta : l'uomo le alleva a suo piacere ma non deve farne un oggetto di produzione e basta... Le galline poi se hanno il posto adatto dove deporre le uova difficilmente le faranno in giro....se mai fosse sono galline chi le alleva deve sapere comportarsi con loro.

Sergio bolzon, lunedì 23 gennaio 2012 alle9:59 ha scritto: rispondi »

bene per il benessere delle galline,(tutte a terra),meno bene per l'operatore che si ritrova a raccogliere le uova dappertutto!!con il rischio di mettere sul mercato uova vecchie di qualche giorno.....mi sta bene comunque le galline libere purchè i consumatori si preparino a pagare il prodotto (le uova) con l'opportuno sovraprezzo dovuto ai tempi di raccolta e ai vari disagi nel passare qua e la fra gli animali......

Paolinik, venerdì 11 novembre 2011 alle12:08 ha scritto: rispondi »

Bene!!! Finalmente dopo "solo" 13 anni riusciremo a fare un altro passo in avanti verso la civiltà! ...e, se fosse per me, visto il tempo che è stato dato per prepararsi all'entrata in vigore di questa norma, a chi viene beccato fuori regola dovrebbe essere sospesa l'attività per almeno un anno! Chissà se un po' alla volta riusciremo a far capire al mondo che anche gil animali hanno dei diritti e che, come tutti gli esseri viventi, dovrebbero essere rispettati!

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