Allerta a Milano per il diffondersi di ricoveri causati dal consumo di sushi. A provocare l’ospedalizzazione forzata dai consumatori la sindrome sgombroide, la cui causa principale risiede nel mancato rispetto delle procedure di trattamento e conservazione del pesce.

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Il consumo di sushi non adeguatamente trattato ha portato il numero degli intossicati nel 2015 a 47, mentre nei primi 8 mesi del 2016 la cifra è già arrivata a 38 (ulteriori 7 casi sarebbero stati registrati a settembre). A crescere di conseguenza anche le denunce dei NAS alle autorità giudiziarie.

I rischi per la salute collegati alla sindrome sgombroide vanno dalla semplice nausea all’arrossamento cutaneo (perlopiù collo e viso), passando per il mal di testa. Nei casi più gravi può verificarsi un edema in corrispondenza della glottide, che può portare al soffocamento.

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Sono quindi scattati controlli dei NAS nei locali in cui hanno dichiarato di aver mangiato gli intossicati. Tra gli ultimi casi segnalati vi sono un ristorante di via Marostica, dove sono stati rinvenuti inoltre tonno e altri pesci sottoposti a non adeguata modalità di conservazione.

L’ATS ha poi sottoposto a verifica un bar per la vendita di tonno “scottato” poco fresco, mentre a fine settembre sono stati posti sotto verifica anche due ristoranti del tipo “All you can eat”.

A causare la contaminazione dei tonni anche l’esposizione prolungata “in vetrina” dei tranci o il mancato rispetto delle norme di trattamento durante il trasporto.

5 ottobre 2016
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