Uno dei tanti effetti dell’aumento graduale anno dopo anno delle temperature, non solo atmosferiche, ma anche nei nostri mari è la proliferazione di organismi tipici degli ambienti tropicali. La Puglia in particolare sta fronteggiando l’emergenza alga tossica, ovvero la “Ostreopsis ovata”, che comparsa per la prima volta sulle coste pugliesi nel 2000, anche quest’anno si sta diffondendo su tutto il litorale.

Si tratta di un alga unicellulare delle dimensioni tra i 30 e i 60 micron che vive su alghe pluricellulari e su fondali rocciosi, in acque calde, calme e ben illuminate. Con alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni, prolifera abbondantemente.

Predilige i climi tropicali e si pensa sia arrivata sulle coste italiane con le acque di zavorra di navi estere. L’ARPA (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) della Puglia da qualche anno monitora il fenomeno di fioritura dell’alga e anche quest’anno realizza dei report con cadenza quindicinale.

Negli ultimi 15 giorni di luglio la sua presenza a concentrazioni sopra il livello di tossicità (30.000 cellule/litro) è stata riscontrata in 8 otto località nelle Province di Bari, Brindisi e Lecce: Giovinazzo (BA), Santo Spirito (BA), lungomare di San Giorgio (BA), alla Forcatella (BR), Torre Canne (BR), Apani (BR), porto Badisco (LE) e Ugento a Punta Macolone (LE). In alcune località si è arrivati a livelli da “bollino rosso” con valori fino ai 3 milioni di cellule di alga per litro.

Viene chiamata alga tossica, ma i suoi effetti sono temporanei e compaiono in seguito ad inalazione delle particelle, conseguenza del mare mosso che la nebulizza nell’aria e ne permette l’inalazione. Facendo il bagno si dovrebbe essere al sicuro. I sintomi di intossicazione sono rinite, faringite, laringite, bronchite, febbre, dermatite, congiuntivite, ma dovrebbero passare entro le 24/48 ore.

I danni non sono però solo alla salute umana, anche la fauna marina ne risente, la cosiddetta “alga tossica” è pericolosa, come spiega il direttore di Legambiente Puglia Maurizio Manna:

Non solo per l’uomo, ma anche per una serie di creature marine, soprattutto di fondale, come i ricci, sui quali in Puglia si basa tutta un’economia.

Gli esperti dell’ARPA consigliano nei periodi di maggiore proliferazione di Ostreopsis ovata, di non consumare organismi come i ricci di mare, che per il loro tipo di alimentazione sono più propensi ad accumulare la tossina.

7 agosto 2015
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