Allergie, rischio pollini raddoppierà entro il 2040

Le allergie ai pollini potrebbero raddoppiare d’intensità entro il 2040. Il pericoloso effetto è un altro dei pericolosi frutti del riscaldamento globale e dei relativi cambiamenti climatici. Un’anticipazione di quanto potrà accadere si è avuta, in misura fortunatamente ridotta per chi soffre di reazioni iperimmuni, proprio durante il particolarmente caldo 2012.

L’allarme sull’incremento previsto in futuro per l’intensità delle allergie arriva dall’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI), presso il quale è stato presentato lo studio, condotto negli USA, della Rutgers University (New Jersey). Il rapporto che prevede non soltanto un notevole aumento dei pollini in circolazione, ma un progressivo allargarsi della finestra temporale del periodo a rischio. Secondo i ricercatori l’avvio della stagione allergica statunitensi sarà ogni anno sempre più anticipato.

Considerevole anche la mole di pollini previsti in circolazione nell’aria per il 2040, con livelli medi di 21.735 a fronte degli 8.455 registrati nel 2000. A presentare la ricerca il Dr. Leonard Bielory, allergologo, che non nasconde un riferimento diretto di quanto appurato con il fenomeno dei mutamenti nel clima:

I cambiamenti climatici aumenteranno in maniera considerevole la produzione di polline in diverse parti del Paese nel prossimo futuro. Crescita economica, sostenibilità ambientale globale, i cambiamenti di temperatura e di induzione antropica, come ad esempio un aumento dei livelli di biossido di carbonio, sono tutti responsabili per l’influsso che continueremo a vedere.

13 novembre 2012
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