I cambiamenti climatici aumenteranno i casi di allergie da pollini. Il previsto aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera innalzeranno le concentrazioni di pollini nell’aria provocando, secondo quanto riportato dai ricercatori della University of Massachusetts, un forte incremento delle reazioni iperimmuni.

Stando a quanto pubblicato sulla rivista scientifica Plos ONE, i ricercatori stimano un aumento dei pollini nell’aria pari al 200% entro i prossimi 100 anni. Le conseguenze saranno gravi soprattutto per i soggetti già allergici, che vedranno un generale, in alcuni casi grave, peggioramento dei sintomi e una maggior frequenza delle manifestazioni allergiche più acute.

Questo a causa dell’innalzamento dei livelli di CO2 nell’atmosfera, che favorirebbe un incremento della produzione di polline da parte dei fiori del 53%.

Per verificarlo i ricercatori hanno analizzato non soltanto la risposta delle piante ai livelli di anidride carbonica, sia rispetto agli attuali che ai valori attesi nei prossimi anni, ma anche in relazione a quelli di ozono. Al contrario della CO2, quest’ultimo offrirebbe un aiuto nel ridurre la proliferazione degli allergeni.

Ridurre drasticamente la presenza di CO2 nell’aria si renderebbe tuttavia più che necessario, confermano i ricercatori, anche in presenza di buoni livelli di ozono. Se pure quest’ultimo dovesse consentire una riduzione della pericolosità degli allergeni, limitandone la diffusione, dall’altro proprio l’anidride carbonica ne aumenterebbe la produzione in maniera tale da renderne inefficace l’effetto benefico.

10 novembre 2014
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