Probiotici in gravidanza e nei primi mesi di vita per ridurre il rischio di allergie nei bambini. L’indicazione arriva dalla World Allergy Organization (WAO) ed è contenuta nelle “linee guida internazionali sui probiotici”, diffuse al fine di ridurre l’incidenza delle “malattie atopiche e autoimmuni”.

L’impiego dei probiotici andrebbe correttamente gestito nell’arco dell’intera gravidanza e del primo anno di vita dei bambini. Così facendo, secondo quanto affermano gli esperti della World Allergy Organization si potrebbe “ridurre del 50% l’incidenza di allergie nei neonati ad alto rischio”.

Un’incidenza che viene descritta come in forte crescita durante un incontro, svoltosi a Roma, al quale hanno partecipato i massimi rappresentanti della Società italiana di pediatria (Sip), della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) e della Società italiana di neonatologia (Sin). Nello specifico si sarebbe passati dal 7% di casi di allergia pre-scolare del 1995 a una percentuale che attualmente supera il 25%.

Gli esperti hanno fatto il punto sui risultati ottenuti da alcuni recenti studi, che hanno identificato nell’utilizzo di probiotici in gravidanza un possibile elemento di svolta nella lotta alle allergie pre-scolari. Come ha spiegato Paolo Scollo, presidente Sigo:

L’uso specifico di alcuni probiotici, soprattutto durante la gravidanza è oggi fortemente raccomandato sia per il benessere della madre che per quello del nascituro. Nello specifico, alcuni ceppi probiotici influenzano l’ecosistema batterico vaginale e mantengono un livello di pH adeguati prevenendo infiammazioni e infezioni come le vaginosi batteriche e le vaginiti micotiche.

Condizioni particolarmente pericolose perché aumentano in maniera importante il rischio di aborto, di parto pre-termine e di complicanze post-partum come l’endometrite o possono incidere sul normale sviluppo del feto e determinare un peso ridotto del neonato alla nascita.

4 febbraio 2016
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