Allergie sempre più presenti nella vita dei più giovani. I casi negli ultimi 14 anni sarebbero quasi raddoppiati e la tendenza sembra essere destinata a mantenersi costante. Lo sostiene il rapporto diffuso ieri dallo U.S. National Center for Health Statistics (NCHS), centro che fa riferimento agli U.S. Centers for Disease Control and Prevention.

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Come sottolinea il coautore dello studio LaJeana Howie, ricercatrice presso l’NCHS, le allergie mostrano particolari aumenti sotto la soglia di povertà e in riferimento a specifiche tipologie di disturbo. Passano dal 3,4 al 5,1% nel periodo 1997/2011 i casi di pazienti che durante la prima infanzia e l’adolescenza mostrano di essere allergici ad alcuni cibi, mentre per quanto riguarda le reazioni iperimmuni cutanee passano, nello stesso arco di tempo, dal 7,4 al 12,5%. Costante al 17% il numero di casi legati ad affezioni respiratorie.

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Le cause che stanno portando a questo incremento non sono ancora state individuate con chiarezza, anche se alcuni pediatri sembrano sostenere la “ipotesi dell’igiene”. La crescente lotta a qualsiasi forma di germe domestico avrebbe ridotto nei bambini lo sviluppo di difese adeguate, spingendo l’organismo a reagire in maniera eccessiva alle minacce riscontrate.

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Uno dei sostenitori di questa ipotesi è il Dr. Scott Sicherer, capo divisione del reparto pediatrico di allergologia e immunologia del Jaffe Food Allergy Institute presso la Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York. Qualcosa però si starebbe già muovendo secondo Sicherer e nuovi studi sono già stati avviati:

Noi e altri stiamo portando avanti nuovi studi per comprendere quali siano i fattori di rischio e le opportunità di prevenzione, mentre svolgiamo intensa attività di ricerca per il trattamento delle allergie alimentari.

L’età sembra giocare un fattore rilevante nello sviluppo delle malattie nei più giovani, in misura molto differente a seconda che si tratti di allergie respiratorie o cutanee. Le prime tendono a manifestarsi più nei soggetti compresi tra i 10 e i 17 anni rispetto ai bambini di età inferiore, mentre il contrario avviene nelle seconde, con i bambini intorno ai 4 anni tra i più soggetti al disturbo.

Risultati che devono far riflettere secondo John Lehr, CEO presso la Food Allergy Research & Education, che sostiene come il rapporto:

Conferma ciò che già sapevamo, ovvero che milioni di bambini sono affetti da allergie alimentari e questo disturbo potenzialmente mortale è serio e la sua crescita rappresenta un crescente problema di salute pubblica. Il rapporto rinforza il bisogno di informare e sensibilizzare il Paese sulle allergie alimentari.

3 maggio 2013
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