L’allergia alla frutta secca rappresenta, secondo i dati epidemiologici, un problema clinico emergente almeno in Italia: l’interesse della popolazione e della ricerca è rivolto soprattutto ai bambini. Negli Stati Uniti, secondo i dati riportati sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, una delle forme più comuni di allergia e la prima causa di conclamata reazione allergica viene rappresentata dalle arachidi.

In generale l’allergia alla frutta secca è una patologia da osservare con attenzione, anche per le notevoli possibilità di cross-reattività con altri alimenti. La cross-reattività, o reazione crociata, è un fenomeno immunologico la cui manifestazione clinica è data dall’associazione di due o più allergie. Si manifesta in caso di somiglianza strutturale dell’antigene di un alimento con un un altro allergene.

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La maggior parte dei casi di allergia alla frutta secca si manifesta in seguito a sensibilizzazione nei primi anni di vita, causata principalmente da arachidi e nocciole. La sensibilizzazione è il momento in cui l’allergene entra per la prima volta in contatto con il nostro organismo. In genere, si tratta di una fase silente che non dà luogo ad alcun sintomo, tuttavia al contatto successivo con lo stesso antigene il sistema immunitario reagisce con naso che cola, occhi rossi e lacrime, difficoltà di respirazione, rossore e prurito, eruzione cutanea, ma anche più gravi reazioni anafilattiche che possono mettere a rischio la vita. Come e perché alcuni individui vadano incontro a sensibilizzazione e allergia poi non è ancora noto.

Nel caso della allergia alla frutta secca, è egualmente possibile che gli individui che ne soffrano siano sensibili a uno o più alimenti di questa categoria. Vediamo quali sono i sintomi e quali alimenti è preferibile evitare, soprattutto fuori casa.

Allergia alla frutta secca sintomi più comuni

I sintomi più comuni di allergia alla frutta secca sono variabili da soggetto a oggetto, sia in termini di tipo che di intensità. I più lievi sono in genere rappresentati da prurito agli occhi e al naso, oppure da sintomi gastrointestinali. Di media intensità sono di solito le manifestazioni cutanee più definite, come orticaria e intenso rossore, accompagnato o meno da eruzione. Più gravi e complesse sono invece le manifestazioni respiratorie come attacchi d’asma, il pericoloso gonfiore alla gola e il temibile shock anafilattico.

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Sfortunatamente, non è prevedibile con sicurezza il tipo di reazione, pertanto chi soffre di allergia alla frutta secca deve astenersi dall’ingestione di questi alimenti.

Cibi da evitare

L’allergia alla frutta secca prevede l’eliminazione, oltre che dell’alimento in sé, anche di tutti i prodotti che lo possano contenere in tracce. A questo proposito è essenziale affidarsi all’attenta lettura delle etichette che, secondo la Direttiva 2003/89/CE dell’Unione Europea, deve indicare in modo chiaro la dicitura: “questo prodotto può contenere tracce di frutta a guscio”. Attenzione soprattutto a prodotti di panificazione e pasticceria, cialde, gelati o dessert confezionati che contengano cioccolata, ma anche agli snack e alle creme spalmabili.

Al ristorante è essenziale chiedere informazioni in merito agli allergeni eventualmente presenti negli ingredienti delle ricette, così come a casa è preferibile evitare di acquistare alimenti e ingredienti che potrebbero contenere tracce o essere mescolati a quelli sicuri.

30 giugno 2017
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