Un bagno in piscina rappresenta una risorsa contro il caldo estivo e un’opportunità per dedicarsi al nuoto, sport senza dubbio salutare e utile. Non tutti, però, possono trarre beneficio da questa attività se manifestano reazioni allergiche alla sostanza chimica usata comunemente per disinfettare e tenere pulita l’acqua delle piscine: il cloro.

La sua funzione primaria è quella di neutralizzare gli agenti patogeni presenti nell’acqua, soprattutto quando la vasca viene usata da molte persone e il rischio della diffusione di infezioni è notevole. Può accadere, tuttavia, che il cloro unito al sudore corporeo generi reazioni sia a livello cutaneo sia respiratorio, manifestazioni talvolta sottovalutate o messere in relazione con altri disturbi più comuni.

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Diventa pertanto indispensabile riferire al medico qualsiasi cambiamento a livello dell’epidermide, della respirazione o degli occhi che si nota dopo essere entrati in contatto con il cloro chimico, in modo tale da poter effettuare appositi test e farsi consigliare eventuali terapie farmacologiche.

Sintomi

L’allergia al cloro può manifestarsi con diversi sintomi e varia da persona a persona: a livello cutaneo si può avvertire prurito diffuso e sensazione di pelle secca unita spesso a evidenti screpolature, possono comparire macchie rosse dando vita a eruzioni cutanee e dermatiti. Gli occhi sono soggetti a lacrimazione continua e gonfiore, appaiono arrossati e l’irritazione genera bruciore.

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Dal punto di vista respiratorio, invece, i sintomi sono spesso gli stessi che si presentano in caso di asma: tosse secca, catarro, difficoltà respiratorie e affanno. Queste manifestazioni non sono mai da sottovalutare e l’intervento del medico è assolutamente necessario.

Prevenzione

Adottare alcune buone pratiche preventive è senza dubbio utile per limitare il rischio di sviluppare reazioni allergiche. Da evitare, ad esempio, è l’utilizzo di piscine molto affollate dove probabilmente la concentrazione di cloro è notevole. La doccia è consigliata sia prima di entrare in acqua sia al termine delle attività, al fine di eliminare eventuale sudore ed eliminare i residui di cloro dalla pelle e dai capelli, anche se protetti da una cuffia (preferibilmente in silicone).

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A dover essere protetti sono anche gli occhi e il naso, pertanto in piscina è preferibile ricorrere a occhialini e molletta tappa naso limitando notevolmente il contatto diretto con l’acqua arricchita di cloro. Altrettanto importante è dotarsi di apposite scarpe di gomma per proteggere i piedi dal contatto diretto con la pavimentazione circostante la vasca.

Rimedi naturali

Una eventuale reazione allergica al cloro dovrebbe sempre essere valutata da un medico, tuttavia è anche possibile ricorrere ad alcuni rimedi fai da te per lenire temporaneamente i vari disturbi. Se la pelle mostra arrossamenti, ad esempio, oltre a detergere usando un prodotto emolliente è utile applicare l’aloe vera in gel oppure l’olio di cocco, così come tamponare l’epidermide con una garza imbevuta di camomilla tiepida.

Per dare sollievo agli occhi irritati dal cloro è opportuno effettuare risciacqui con abbondante acqua fresca, eventualmente applicando sulle palpebre due dischetti di cotone imbevuto di camomilla o latte fresco. Anche in questo caso, qualora il disturbo non dovesse passare in fretta, è opportuno utilizzare un collirio apposito sotto consiglio del medico o del farmacista di fiducia.

26 luglio 2017
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