Agosto è il mese peggiore per chi è allergico all’Ambrosia. Questa pianta, della famiglia delle asteracee (note anche con nome di composite) fiorisce da metà luglio fino a settembre, a volte fino a ottobre se la temperatura lo permette. L’allergenicità dei suoi pollini è molto elevata (maggiore di quella delle graminacee). Accade così che per molti il periodo estivo diventi una lotta per contrastare sintomi quali rinite, congiuntivite e in alcuni casi persino asma, che possono arrivare anche a compromettere, seppur temporaneamente, la qualità della vita.

Sono molti i rimedi che possono essere messi in atto, per lo più a carattere farmacologico. In particolare il vaccino antiallergico sembra essere la soluzione più efficace, tanto che modifica il decorso della malattia allergica ed evita che i sintomi provocati di anno in anno peggiorino.

Esistono anche diverse accortezze sia per tenersi lontani dai pollini dell’Ambrosia, sia per aiutare a non peggiorare la situazione quando i sintomi sono già comparsi. Nel primo caso può essere utile consultare i calendari delle fioriture diffusi dalle amministrazioni più colpite dall’infestazione di questa pianta e informarsi riguardo ai luoghi in cui vengono fatti trattamenti per il contrasto alla sua diffusione. In tal modo si può capire meglio come muoversi senza dover fare i conti con naso e occhi gonfi e lacrimanti.

Ovviamente è consigliato evitare, soprattutto nel momento in cui si pratica sport, le aree in cui è stata indicata la presenza della pianta. Assolutamente off limits maneggiare queste piante nella fase della fioritura.

Reazione crociata

Da non sottovalutare quella che viene definita “reazione crociata“. Si tratta dell’interazione tra gli effetti di alcuni tipi di cibo sulle persone già allergiche e quelli dell’allergia di per sé.

Il 25% di chi è allergico ai pollini può sviluppare quella che viene chiamata “sindrome allergica orale“: comporta bruciore, prurito, gonfiore alle vie aeree superiori e gonfiore alle labbra. Questo in particolar modo dopo aver mangiato alcuni tipi di frutta e verdura. Nei casi più gravi a questi effetti si possono aggiungere disturbi gastrointestinali, orticaria, angioedema, asma, congiuntivite, fino allo shock anafilattico.

Cibi da evitare

Quali sono i cibi da evitare in caso di allergia all’Ambrosia? Il miele è un alimento che chi è allergico ai pollini, nel periodo di maggior manifestazione della malattia allergica, deve cercare di evitare.

Nello specifico dell’Ambrosia, come consigliano gli esperti, meglio tenersi lontani da sedano, melone, anguria, banana, carote, mela, pesca, ciliegie, verza, cavolo cappuccio, rapa, broccolo, colza.

Essendo l’Ambrosia una composita meglio evitare di assumere, nel periodo di fioritura della pianta, anche cicoria, indivia, radicchio, lattuga, cardo, carciofo, topinambur, finocchio, tarassaco, camomilla, castagne, così come arachidi, noci, nocciole, pistacchi e come prezzemolo, coriandolo, dragoncello, cumino, arnica, anice, margarine, zucca, semi ed olio di girasole.

12 agosto 2016
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