Venerdì 26 agosto il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato un documento con il quale si decide l’espansione della riserva marina di Papahānaumokuākea, istituita nel 2006 da George W. Bush e nel 2010 diventata Patrimonio dell’umanità UNESCO. Si tratta di un’oasi situata nell’arcipelago delle isole Hawaii. La richiesta di ampliamento, a gennaio 2015, era partita da un piccolo gruppo di cittadini hawaiani e ora risulta effettiva.

La superficie protetta passerà dai 362.073 km quadrati a 1.508.870. Diventerà così la più grande al mondo, vasta quanto due volte lo Stato del Texas e quasi quanto il Golfo del Messico. L’area offre protezione a circa 7 mila specie marine, alcune di queste sono in pericolo di estinzione.

Vi risiedono per esempio specie fragili e a rischio come la balenottera azzurra, le tartarughe marine, l’albatros dalla coda corta e le foche monache delle Hawaii. Vi si trovano barriere coralline tra le più sane presenti sul globo. Vivono qui anche i coralli neri, instauratisi in queste profondità 4.000 anni fa. Infine è la sede anche di importanti siti culturali nativi hawaiani.

Importanza ambientale quindi inestimabile per questa area protetta, soprattutto dal punto di vista della biodiversità, ma anche culturale, in quanto rispetta le popolazioni indigene e la loro storia e offre loro la possibilità di continuare a vivere con gli stili di vita, rispettosi dell’ambiente, che hanno adottato fino ad oggi.

In tutta l’area sarà vietata la pesca commerciale, l’estrazione di minerali e qualsiasi altro tipo di sfruttamento delle risorse locali, ma un’eccezione sarà fatta proprio per i nativi, che potranno continuare a vivere di pesca.

Con la protezione assoluta di quest’area sarà anche possibile tamponare alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici, come l’acidificazione delle acque e il loro graduale aumento della temperatura. Il Presidente Obama ha annunciato che presto visiterà l’arcipelago:

Per sottolineare il significato di questo monumento e toccare con mano come la minaccia del cambiamento climatico renda più importante che mai la protezione delle terre e acque pubbliche.

29 agosto 2016
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