L’allattamento al seno aiuta in maniera naturale i bambini a difendersi da futuri problemi cardiocircolatori. A sostenerlo una ricercatrice della Washington University, Molly Metzger, secondo la quale tale pratica avrebbe ripercussioni maggiori in età adulta della somministrazione di statine.

Scegliere il latte materno avrebbe quindi effetti a lungo termine rilevanti per l’apparato cardiocircolatorio, che trarrebbe grande giovamento da un periodo minimo di tre mesi di allattamento al seno. Ha sottolineato la ricercatrice:

Comparando gli effetti a lungo termine dell’allattamento al seno agli effetti di test clinici sulla terapia basata sulle statine abbiamo riscontrato come l’allattamento al seno eserciti effetti di pari efficacia se non superiore.

L’allattamento al seno non avrebbe ripercussioni soltanto in giovane età, secondo quanto riferisce la ricercatrice, ma i suoi effetti regolatori sulla proteina C-reattiva (CRP) si protrarrebbero anche per decenni. La CRP rappresenta un marcatore importante per il possibile sviluppo della sindrome metabolica in quanto l’innalzamento dei suoi livelli è stato collegato con l’ostruzione delle arterie e il danneggiamento dei vasi sanguigni.

Un’ultima raccomandazione arriva infine dalla stessa ricercatrice, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences:

Questi risultati sottolineano l’importanza di un approccio preventivo che includa, ma non si limiti, la cura prenatale e l’allattamento al seno.

1 agosto 2014
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