Spetta a Milano e Brescia il poco invidiabile primato di città più inquinante in questo inizio 2011. I due capoluoghi lombardi, in poco più di un mese, hanno già oltrepassato il limite dei 35 giorni di allarme PM10, stabilito come soglia di rischio su base annuale per la salute della popolazione. Seguono Frosinone e Monza (35 giorni), Lucca (32), Bergamo (31), Torino (29), Mantova (28), Napoli (27), Lecco (27), Como (27) e Asti (27).

A richiamare l’attenzione sulla questione è Legambiente, in riferimento ai dati raccolti dal portale La Mia Aria. Le soluzione a un problema di tale entità, soprattutto in riferimento alle città del nord, è complessa e necessita obbligatoriamente di uno sforzo congiunto tra cittadini e istituzioni. Mancano interventi dall’alto finalizzati a ridurre l’emissione di gas inquinanti e l’Italia continua ad avere il parco macchine più esteso d’Europa, con oltre 60 automobili ogni 100 abitanti. I due fattori, insieme alla qualità spesso lacunosa dei trasporti pubblici, contribuiscono ad aggravare di continuo la situazione.

La Pianura Padana, in particolare, risente della sua posizione geografica, che unitamente alle condizioni climatiche spesso avverse, favorisce il ristagno delle polveri sottili sopra i centri più popolati. Per questo, secondo Legambiente, i comuni dovrebbero essere affiancati dalle Regioni e dal Ministero dell’Ambiente nell’analisi del problema e nella definizione delle contromisure da adottare. A tal proposito, il decreto legge promesso entro la fine del 2010 per scongiurare il ripetersi di un’emergenza come quella dello scorso anno, sembra essere caduto nel dimenticatoio.

10 febbraio 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento