Le temperature record del 2015 hanno portato con sé un grave problema correlato: la siccità. L’ANBI (associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue) lo denuncia con una nota e descrive una situazione per il Nord Italia di vera emergenza.

La condizione peggiore sembrerebbe riguardare in particolare le aree occidentali, anche se Coldiretti già in dicembre denunciava una nuova situazione critica pure per il Po, in tutta la sua estensione, dal Piemonte alla Lombardia e dall’Emilia Romagna fino al Veneto.

Le riserve idriche dei grandi bacini lacustri del Nordovest risultano inferiori del 40% rispetto a quelle misurate durante la siccità del 2007, finora registrata come la più pericolosa per il Paese, almeno fino ad oggi. Basti pensare che il lago Maggiore è al 16,5% della sua capacità ed il lago di Como è sceso fino al 9,4%, ovvero 23,8 centimetri sotto lo zero idrometrico.

La situazione per gli invasi centromeridionali sembra invece stabile: quelli che interessano i Consorzi di bonifica e che sono stati quindi osservati, si mantengono agli stessi livelli dell’anno scorso. Manifesta la preoccupazione di Francesco Vincenzi, Presidente dell’ANBI, che spiega:

È una fase molto delicata di un confronto appena avviato, ma ricco di problematiche, giacché molti sono gli interessi, che gravitano sulla risorsa acqua. Per questo, va ricordato che la legge prevede la priorità dell’uso agricolo, cioè alimentare, dopo quello umano, ovvero per dissetare.

In questo quadro, nel rispetto dell’ecosistema, chiediamo pertanto la disponibilità a ridiscutere i termini del minimo deflusso vitale nei corsi d’acqua per evitare rischi di desertificazione del territorio con gravi ricadute sull’economia agricola e sull’equilibrio ambientale. L’agricoltura, infatti, utilizza, ma non consuma l’acqua, restituendola integra al territorio.

A peggiorare la situazione ci sarebbe anche la scarsità di precipitazioni nevose che hanno interessato finora tutto il Nord Italia. Tutto questo è sempre in stretta relazione con l’innalzamento delle temperature, che anche durante l’inverno ha determinato delle medie ben al di sotto della norma per queste aree.

Preoccupato da questo punto di vista il settore dell’agricoltura: il rischio è che venga meno per i prossimi mesi, quando ci sarà il risveglio della natura, il naturale afflusso idrico in grado di mantenere la produzione per tenere in piedi il comparto e garantire di portare a buon fine tutta la produzione che rientra nella filiera del Made in Italy. Per questo Vincenzi ritiene che:

È quanto mai opportuna l’urgente attivazione del Tavolo di Concertazione nazionale sull’emergenza idrica, condiviso con il Ministero dell’Ambiente.

Da parte sua la Lombardia si è già attivata convocando riunioni in sede locale.

25 gennaio 2016
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