Sono stati i diffusi i dati aggiornati registrati in questi mesi dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, l’iniziativa organizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, di ANCI e con il contributo di Telecom che ha monitorato per 42 giorni lo stato di alcune città italiane per verificare i livelli di inquinamento atmosferico e acustico.

La situazione non è però ideale: sono infatti 29 i capoluoghi che in quattro mesi hanno superato per 35 giorni di i limiti di polveri sottili consentiti per legge, con Torino a guidare la classifica con 74 giorni di superamento, seguita da Milano e Verona con 67 superamenti a testa e da Brescia, con 63 giorni in cui i limiti sono stati sforati.

Le città in cui il Treno Verde ha fatto tappa sono state Siracusa, Reggio Calabria, Bari, Salerno, Pisa, Genova, Brescia, Vicenza e Rimini, qui i valori di polveri sottili rilevati sono stati entro i limiti di legge, con la sola eccezione di Siracusa, dove invece si è registrato un valore medio giornaliero di 101 mg/m3, cioè il doppio del limite di tolleranza.

Altri dati su cui riflettere arrivano invece dal “Personal Dust Monit“, uno strumento in grado di rilevare il livello di PM10 ad altezza d’uomo. In questo caso i dati hanno indicato il superamento, in diverse zone delle città prese in esame, del limite giornaliero di 50 mg/m3, con Siracusa che ancora una volta ha fatto registrare i picchi più alti, toccando una media di 220 mg/m3 e superando Vicenza e Rimini, dove gli strumenti hanno registrato rispettivamente 107 mg/m3 e 106 mg/m3 di polveri sottili nell’atmosfera, sforando del doppio rispetto ai limiti fissati dalle normative.

Analogamente preoccupanti sono i dati che descrivono la situazione dell’inquinamento acustico. In questo caso a distinguersi in senso negativo sono Genova, Pisa e Genova, Pisa e Rimini, con quest’ultima in particolare in cui i valori rilevati nelle ore notturne sono stati pari a 63,7 decibel a fronte dei 40 decibel previsti per quella fascia oraria.

Si tratta di una situazione che vede le amministrazioni locali incapaci di far rispettare i limiti imposti dalle leggi, come spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente:

Il nostro Paese è in forte ritardo sulle politiche antismog, come testimonia anche la procedura d’infrazione europea per il mancato rispetto dei limiti di legge previsti per le polveri sottili e la mancanza di misure concrete per fronteggiare l’emergenza inquinamento. I dati sugli sforamenti giornalieri del PM10 relativi ai primi mesi del 2011 confermano una situazione a dir poco allarmante, soprattutto nelle città dell’area padana. Alla luce di tutto questo è assurdo continuare a destinare risorse pubbliche nella costruzione di nuove reti autostradali, invece di investire e potenziare il trasporto su ferro e in linee urbane ed extra urbane efficienti dedicate al trasporto pendolare.

Grande attenzione spetta anche al problema dell’inquinamento acustico. Muroni continua:

Allo stesso modo bisognerebbe far fronte al problema dell’inquinamento acustico, ancora decisamente sottovalutato. Stando ai risultati dell’edizione 2011 del Treno Verde, risulta urgente affrontare l’eccessivo livello di rumore nelle città attraverso monitoraggi del suono, mappature e piani di risanamento, strumenti che dovranno assolutamente divenire una priorità dei Comuni italiani. La salute dei cittadini è a rischio e crediamo sia giunta davvero l’ora di trovare una volta per tutte rimedi efficaci per far fronte a questa allarmante situazione.

Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, secondo l’ISTAT, a fine 2009 sono 71 i capoluoghi di provincia che hanno approvato la zonizzazione acustica del territorio, ma rimangono ancora fermi al palo capoluoghi importanti come Torino, Milano, Palermo e Sassari, mentre nessun capoluogo di Friuli Venezia Giulia, Abruzzo e Molise ha preso delle misure a riguardo.

2 maggio 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento