Allarme nel Santuario dei Cetacei: foto rivelano sversamento petrolio

È allarme per il Santuario dei cetacei dopo lo sversamento di petrolio causato dall’impatto tra il traghetto Ulysses e il portacontainer Virginia. Per cause ancora non precisate il primo avrebbe urtato all’alba del 7 ottobre la nave cargo, ferma al momento dell’impatto, posizionata a una distanza di 14 miglia (circa 23 km) a largo di capo Corso. Si delinea per l’area una vera e propria emergenza, come ribadito anche dal ministro dell’Ambiente Costa e da Greenpeace.

Proprio Greenpeace ha sottolineato in queste ore i grandi rischi che sta correndo il Santuario dei Cetacei, luogo dove possono trovarsi tra gli altri la balenottera comune e il capodoglio, a causa dello sversamento di petrolio, la cui superficie è passata dagli 88 quadrati dell’8 ottobre ai 104 di ieri. L’associazione ha pubblicato anche diverse foto (presenti nella gallery poco sopra) scattate dal satellite SENTINEL, con l’area contaminata calcolata attraverso l’utilizzo del programma ArcGIS per desktop app con il sistema di proiezione delle coordinate Europe_Albers_Equal_Area_Conic. Come ha dichiarato Alessandro Giannì, direttore Campagne di Greenpeace Italia:

Questo è l’ennesimo disastro che si verifica nel Santuario dei Cetacei. Recuperare gli idrocarburi dispersi è impossibile e se non si mettono a punto meccanismi efficaci per prevenire simili incidenti il Santuario dei Cetacei sarà sempre a rischio. È evidente che questo incidente poteva essere evitato. Il sospetto che sulla plancia del traghetto Ulysses non ci fosse nessuno è assolutamente fondato e un meccanismo di controllo delle rotte che si applichi almeno alle grandi imbarcazioni avrebbe potuto prevenire quest’incidente.

Rischi per l’ambiente

Al danno attuale, che rischia di compromettere il delicato equilibrio di un’area di particolare rilevanza per la biodiversità marina, lo scontro tra la Ulysses e la Virginia potrebbe aggiungere un ulteriore sversamento di diverse centinaia di tonnellate di combustibile IFO. L’Intermediate Fuel Oil è una sostanza più leggera del combustibile semisolido denominato “Bunker” e un livello di tossicità acuta definito “medio”, ma dall’elevato livello di rischio per imbrattamento e con elevata persistenza.

A facilitare per ora il lavoro dei soccorritori sono le condizioni meteorologiche favorevoli, che sembrano destinate però a lasciare il posto nelle prossime ore a tempo variabile con onde di 2 metri. Il pericolo è che il moto ondoso possa a quel punto favorire la dispersione del petrolio, aumentando le dimensioni dell’area contaminata. Maggiori risulterebbero anche le difficoltà legate alle operazioni di separazione delle due imbarcazioni, conclude Giannì, con possibili ulteriori sversamenti e danni dalle conseguenze imprevedibili:

Dopo la Costa Concordia, la perdita di bidoni con sostanze pericolose al largo della Gorgonia, il naufragio del cargo turco Mersa 2 sull’Isola d’Elba, quest’ennesimo incidente ci conferma che il Santuario oggi è indifeso. Chiediamo al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, di dare finalmente concretezza, con i suoi colleghi di Francia e Monaco/Montecarlo, al Santuario dei Cetacei che evidentemente, per ora, è solo un Santuario virtuale.

10 ottobre 2018
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