Nel 2015 sono stati quasi tremila i casi sospetti di microcefalia in Brasile. Quaranta sono stati i decessi. Nel 2014 il numero era molto inferiore: 147 casi. Una vera e propria epidemia che le autorità sanitarie sembrano attribuire al virus Zika, un virus trovato nelle scimmie che vivono nella foresta di Zika, in Uganda e che sarebbe trasmesso dalle zanzare Aedes Aegypti, la cosiddetta “zanzara della febbre gialla” ed Aedes Albopictus, detta anche “zanzara tigre”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già emanato un’allerta epidemiologica anche se non è certo al 100% che la diffusione della malattia sia dovuta a questo virus. Sembrerebbe aver interessato solo il Brasile, mentre in altri Paesi sudamericani oceanici in cui il virus è comunque presente non è avvenuto lo stesso.

Anche se sembra che l’epidemia interessi per ora solo il Brasile, anche l’Europa è stata allertata perché pare che il virus sia facilmente trasmissibile e potrebbe quindi diffondersi presto anche in altri Paesi.

La microcefalia è in pratica una rara malformazione neurologica che si manifesta nei bambini e porta a dimensioni ridotte, rispetto alla norma, sia del cranio che del cervello. In genere, nonostante questo, non comporta ritardi cognitivi se non nei casi più gravi, in cui si manifestano anche paralisi degli arti, difficoltà di coordinazione ed equilibrio o epilessia.

Chi viene infettato dal virus Zika di solito è affetto da febbre, eruzioni cutanee, mal di testa e dolori alle articolazioni, sintomi simili a quelli di una normale influenza. Il pericolo si manifesta per le donne in gravidanza, nelle quali il virus potrebbe portare proprio a microcefalia.

4 gennaio 2016
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