Allaccio impianto fotovoltaico, il gestore di rete pagherà per i ritardi

Il gestore elettrico che allaccia con colpevole ritardo un impianto per la produzione di energia fotovoltaica dovrà pagare un indennizzo al titolare dell’impianto stesso. Lo aveva stabilito già il Decreto ministeriale 5 maggio 2011 sul Quarto Conto Energia, ma ora l’obbligo è stato sancito anche dall’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas), che ha recepito questa e altre misure introdotte dal Decreto.

La delibera ARG/elt 149/11 del 27 ottobre 2011 stabilisce infatti che qualora il gestore di rete non effettui la verifica necessaria per l’allaccio entro i 30 giorni previsti dal Quarto Conto Energia, dovrà versare al titolare dell’impianto un indennizzo automatico pari a 20 euro per ogni giorno lavorativo di ritardo. L’obbligo di risarcimento era stato fortemente voluto Stefania Prestigiacomo.

Il rimborso, precisa l’Autorità per l’Energia, non sarà dovuto nei casi in cui il disservizio dipenderà da cause di forza maggiore, oppure risulterà imputabile allo stesso titolare dell’impianto fotovoltaico o a un soggetto terzo. Nella delibera, inoltre, vengono introdotte diverse misure per l’implementazione dei portali informatici del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), in modo da “garantirne l’interoperabilità” con Gaudì, il sistema di gestione delle anagrafiche uniche degli impianti rinnovabili.

L’AEEG, infine, ha stabilito che anche le tariffe incentivanti erogate dal GSE in virtù del Quarto Conto Energia, nonché le spese sostenute dallo stesso gestore per la gestione delle proprie attività, vengano inserite tra gli oneri coperti dal Conto per i nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate.

Bisognerà invece attendere il 2012 per un nuovo provvedimento che stabilisca le modalità con le quali l’energia elettrica, prodotta e immessa in rete da impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio dal 1 gennaio 2013 (a cui verrà riconosciuta la Tariffa Omnicomprensiva) debba essere collocata sul mercato dal Gse.

3 novembre 2011
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I vostri commenti
, martedì 8 novembre 2011 alle7:56 ha scritto: rispondi »

Sono d'accordissimo con Roberto Saija: “Le città invece che scrivere “denuclearizzato” nel cartello che indica l’inizio del territorio comunale dovrebbero avere da una a cinque stelle verdi, a seconda di quanta energia viene prodotta nel comune stesso, a fronte di quella che consuma, e se l’energia che produce è rinnovabile oppure inquinante”

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