Nel 2030 la dieta occidentale sarà più sostenibile e sana perché si baserà su proteine “a km zero”. A sostenerlo è un gruppo di studio del Luke, l’istituto per le risorse naturali finlandese.

I ricercatori finlandesi hanno lanciato il progetto ScenoProt, un programma di ricerca ambizioso che punta a scovare alternative valide e più sostenibili della carne, la principale fonte di proteine delle diete occidentali.

Oggi negli allevamenti di bestiame di tutto il mondo si utilizza come foraggio la soia prodotta in Brasile. Le piantagioni di soia brasiliane sono insostenibili perché causano una deforestazione selvaggia che a sua volta accelera i cambiamenti climatici. Inoltre la coltivazione di soia è in mano a poche compagnie, un monopolio che penalizza i piccoli agricoltori.

Secondo i ricercatori finlandesi la dipendenza dalla soia brasiliana potrebbe essere ridotta notevolmente promuovendo nuove fonti di proteine come gli insetti, i funghi e materie prime vegetali trasformate in alimenti iperproteici e foraggio a basso impatto. Come ha illustrato Anne Pihlanto coordinatrice del progetto ScenoProt:

La Filandia potrebbe produrre sul territorio nazionale le proteine necessarie a coprire il fabbisogno interno passando da un’autosufficienza di meno del 20% al 60%. Un simile cambiamento dovrebbe avvenire in tutta Europa perché la coltivazione della soia sta distruggendo la foresta pluviale brasiliana, accelerando il riscaldamento globale.

Una simile rivoluzione della produzione alimentare avrebbe ripercussioni positive anche per la salute dei consumatori. Secondo gli esperti nel 2030 saremo tutti più sani perché consumeremo meno carne e più verdure.

Nell’ambito del progetto ScenoProt i nuovi prodotti alimentari sviluppati verranno trasformati in cibi appetibili per i consumatori e pronti a entrare in commercio. Lo studio durerà 6 anni e verrà finanziato con un fondo di otto milioni di euro erogato dall’Accademia della Finlandia.

Al progetto collaboreranno numerosi enti di ricerca, istituti di analisi di mercato e aziende alimentari. L’Università di Turku analizzerà le strategie migliori per centrare gli obiettivi fissati per il 2030 mentre l’Università di Jyväskylä collaborerà con diverse compagnie per formulare i nuovi prodotti.

L’ente di ricerca olandese TNO si occuperà dell’impatto economico degli allevamenti di insetti. L’università di Helsinki esaminerà l’impatto sulla salute delle nuove diete proteiche. La compagnia Makery infine analizzerà le preferenze dei consumatori per immettere sul mercato prodotti che riscuotano gradimento.

3 novembre 2015
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