Alimentazione sostenibile, L’Alveare che dice Sì: +157% iscritti

Aumenta sempre di più l’attenzione da parte degli Italiani nei confronti dell’alimentazione sostenibile. Attualmente a disposizione ci sono diversi strumenti per dedicarsi ad una spesa green, anche a chilometro zero, per contribuire con le proprie abitudini quotidiane a dire no all’inquinamento.

Lo dimostra l’attenzione che molti connazionali hanno riservato all’Alveare che dice sì!, una startup i cui iscritti sono cresciuti nell’ultimo anno del 157%. Questi gruppi di acquisto che in Italia permettono di vendere e comprare prodotti locali sono arrivati a 161. Gli utenti utilizzano la piattaforma Internet o l’app mobile per effettuare i loro ordini.

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Il segreto consiste proprio in questa unione di tecnologia all’avanguardia e di agricoltura sostenibile, che a quanto pare piace davvero a chi vuole manifestare una certa attenzione per l’ambiente e l’alimentazione. Il progetto dell’Alveare che dice sì! si allarga ancora di più, con un aumento dei produttori che sono triplicati già al raggiungimento del secondo anno in Italia di questa community.

Le iscrizioni sono passate da 20.173 a 52 mila. La Lombardia si conferma la Regione più virtuosa per quanto riguarda la valorizzazione dei prodotti a chilometro zero. Soltanto nel capoluogo lombardo ci sono 16 alveari e in tutta la Lombardia sono coinvolti 325 produttori. Buoni risultati anche per il Piemonte e per il Lazio, per la Toscana, per l’Emilia Romagna e per il Veneto.

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La distanza media che la startup cerca di mantenere tra i produttori e gli alveari corrisponde a 32 chilometri. Torino si conferma la città con produttori e consumatori più vicini, ad una distanza di soli 15 chilometri. Eugenio Sapora, fondatore dell’Alveare che dice sì!, ha spiegato:

La nostra rete si sta espandendo e sta coinvolgendo sempre più consumatori attenti alla qualità e alla vicinanza dei prodotti. Lo dimostra il fatto che alcune città come Torino e Milano presentano un Alveare quasi in ogni quartiere.

Vengono messi in vendita frutta, verdura, prodotti caseari e carni nell’occhio di un rispetto per l’ambiente. I consumatori possono ordinare online e poi ritirare i prodotti nell’Alveare più vicino alla loro abitazione ogni settimana. Si attua così un processo molto importante di condivisione e di collaborazione che è in grado di operare una piccola rivoluzione in campo economico e nella gestione delle risorse in un’ottica green.

6 dicembre 2017
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