Metà del cibo prodotto ogni giorno finisce nella spazzatura. A rivelarlo uno studio condotto nel Regno Unito dall’Institution of Mechanical Engineers e che ha visto analizzate le abitudini alimentari britanniche. Alimenti che in alcuni casi finiscono nell’immondizia ancora perfettamente commestibili e mai giunti al consumatore finale.

Il cibo che finisce nella spazzatura ogni giorno è stimato tra il 30 e il 50% di quello prodotto per quanto riguarda i prodotti finiti, mentre un altro 30% del cibo coltivato non viene neppure raccolto ed è lasciato nei campi. Un aspetto che apre poi la porta al conteggio di quanta energia e acqua vengono sprecati per far crescere vegetali che non verranno mai neppure inseriti nel ciclo di vendita.

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Numeri che preoccupano non soltanto nell’ottica di un’ottimizzazione delle risorse idriche ed energetiche, ma anche dal punto di vista della lotta alla fame nel mondo. Quest’ultimo punto si rivela particolarmente importante in previsione futura, quando la popolazione mondiale conoscerà nuovi aumenti. un aspetto sottolineato anche da Tim Fox, responsabile Energia e Ambiente dell’IME:

Il quantitativo di cibo sprecato e andato perduto in tutto il mondo è vertiginoso. Questo cibo potrebbe essere usato in prospettiva per alimentare la popolazione mondiale, in costante aumento, come per far fronte ai bisogni di chi soffre la fame oggi. Tutto ciò implica anche un inutile spreco di terra, acqua e energia.

I governi e le agenzie internazionale, e l’Onu in particolare, dovrebbero lavorare di concerto per fare in mondi di cambiare la mentalità della gente e scoraggiare le pratiche di spreco di contadini, produttori di cibo, supermercati e consumatori.

10 gennaio 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 11 gennaio 2013 alle1:27 ha scritto: rispondi »

Sfugge però la cosa più interessante, ovvero la motivazione che induce i coltivatori al comportamento "sprecone",  dubito fortemente che siano tutti stupidi ed autolesionisti.

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