Genitori in tribunale per stabilire l’alimentazione giusta per il proprio figlio. È accaduto a Bergamo, dove madre e padre divorziati sono ricorsi alla sentenza di un giudice per superare le divisioni in merito a quale fosse la scelta più corretta.

A scatenare la discussione la decisione da parte di lei di far seguire, senza alcuna consultazione con l’ex coniuge, una dieta priva di carne al figlio dodicenne. La madre ha smesso di consumare carni e si è avvicinata alla cucina macrobiotica, mentre il padre è un onnivoro altrettanto convinto.

Tanto che, in risposta all’alimentazione voluta durante la settimana dall’ex moglie, durante i fine settimana sottoponeva il minore a un regime alimentare composto quasi solo da fast food, carne e grassi. Questo perché, secondo lui, seguendo una dieta essenzialmente vegetariana il figlio sarebbe stato privato di nutrienti fondamentali per la crescita.

D’altro canto la madre lamentava il fatto che il figlio tornasse da ogni fine settimana trascorso con l’altro genitore con il mal di pancia, frutto secondo lei delle scelte sbagliate dell’ex marito. Non riuscendo in alcun modo i due a giungere ad alcun compromesso il padre si è così rivolto al tribunale di Bergamo. Questa la singolare richiesta al giudice:

Voglia assumere, in mancanza di accordo fra i genitori, gli opportuni provvedimenti con riguardo al regime alimentare del minore.

Le parti hanno infine raggiunto, grazie al giudice, un accordo di massima: lei dovrà cucinare la carne al figlio almeno una volta a settimana, mentre lui non potrà servirla più di due volte durante il fine settimana.

28 maggio 2015
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