Quando si parla di alghe brune ci si riferisce a tutte le alghe appartenenti alla famiglia delle Phaeophyceae, che vivono soprattutto nelle acque fredde e ricche di ossigeno. Queste vengono utilizzate in tantissimi modi, specialmente per curare o contrastare problemi fisici come la fibromialgia e lo stress, per prevenire il cancro e le malattie cardiache, per perdere peso, contro il colesterolo alto e per allontanare molte altre patologie.

Alcune specie di alghe brune sono commestibili, mentre altre hanno importanti usi commerciali. Le diverse specie presentano vari colori, che vanno dal marrone scuro ai riflessi dorati. Posseggono inoltre una struttura simile a radici, per rimanere salde al fondale marino o alle rocce. Da queste nascono dei gambi che possono raggiungere vari livelli d’altezza e da cui si sviluppano delle estensioni laterali simili a foglie. Il colore scuro è infine dovuto alle sostanze che contengono, tra cui la clorofilla, il beta-carotene e un pigmento chiamato fucoxantina.

Gli usi

Alga bruna

Seaweed, Fucus via Shutterstock

Le alghe brune vengono utilizzate in moltissimi modi: l’alga Wakame, ad esempio, viene sfruttata spesso in cucina. Altre tipologie brune contengono alginato, a sua volta usato come emulsionante, agente legante o stabilizzante nei dentifrici, nei saponi, negli alimenti conservati in scatola e nei gelati.

Tali alghe sono quindi ricche di antiossidanti, che aiutano a limitare i danni dovuti da malattie come il cancro, dall’invecchiamento e sono indicati anche contro le infiammazioni e per rafforzare il sistema immunitario. Le patologie o le condizioni fisiche per cui in genere vengono sfruttati i loro principi attivi sono:

  • Cancro;
  • Fibromialgia;
  • Artrite;
  • Sindrome da stanchezza cronica;
  • Insonnia;
  • Colesterolo alto;
  • Malattie cardiache;
  • Asma;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Metabolismo lento.

Vi è comunque da specificare come siano necessari ulteriori studi per testare l’efficacia scientifica delle alghe brune per questi disturbi. Allo stesso modo, non esistono studi sufficienti per poter garantire che le alghe brune siano prive di effetti collaterali, incisivi in alcuni casi. Per questo stesso motivo, è meglio evitarle in condizioni delicate, come ad esempio durante la gravidanza o l’allattamento. Inoltre, i prodotti a base di alghe brune dovrebbero essere usati con cautela nei casi di ipertiroidismo, tachicardia e ipertensione, visto che contengono molto iodio.

Tipi di alghe brune

Alga bruna

Brown Alga, Bahia Brazil, Leonardo Ré Jorge via Flickr

Le alghe brune sono moltissime: basti pensare come ne esistano 1.500 specie suddivise in 250 generi. Tra le più usate, si possono menzionare le seguenti:

  • Alga Kelp: appartiene alla famiglia delle Fucaceae e prospera nelle acque fredde, lungo le coste rocciose del Nord Europa e nelle regioni Nord Occidentali degli Stati Uniti. L’alga Kelp è l’alga bruna più voluminosa, tanto che si formano vere e proprie “foreste” marine;
  • Alga Cystoseira: è un tipo di alga molto diffusa negli ambienti marini di tutto il mondo, anche se si trova principalmente nell’emisfero settentrionale, specialmente nelle zone più temperate del Mediterraneo, dell’Oceano Indiano e Pacifico. È ricoperta da tante piccole protuberanze simili a perline;
  • Coda di pavone: un’alga di colore marrone, così chiamata perché si apre a ventaglio, appunto come una coda di pavone. Si trovano in gruppi nelle acque temperate di tutto il mondo, specialmente nella costa sud-orientale degli Stati Uniti, nel Golfo del Messico, nei Caraibi e nel Mare Adriatico;
  • Turbinaria ornata: è un’alga giallo-marroncina ed è molto diffusa soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali dell’Oceano Pacifico e dell’Oceano Indiano.

Posologia delle alghe brune

La corretta dose dipende da vari fattori, tra cui l’età del consumatore, il suo stato di salute e le motivazioni per cui viene assunta. Per andare sul sicuro, quindi, è necessario affidarsi al medico, all’erborista o al farmacista di fiducia, esponendogli tutti i dubbi e le eventuali perplessità, oltre ovviamente agli effetti che si desidera ottenere.

19 giugno 2014
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