Nuova allerta alga tossica in Puglia. A lanciarla è l’ARPA regionale, secondo la quale i livelli di Ostreopsis ovata registrati sarebbero stati indicati, soprattutto per quanto riguarda il brindisino, con la dicitura “molto abbondante” e il bollino rosso. I maggiori rischi sarebbero concentrati a Forcatella e Torre Canne, due contrade di Fasano.

L’alga tossica è stata riscontrata nella misura di: 1 milione 981 mila cellule a litro (sul fondale) presso l’hotel Riva del Sole a Giovinazzo; poco meno di 7 milioni cellule/litro (fondali) e 370.460 (acque in colonna) in corrispondenza del faro a Torre Canne; 98.939 sul fondale e 18.574 in colonna d’acqua per quanto riguarda Forcatella, nel brindisino.

Si tratta di un organismo unicellulare che preferisce i fondali rocciosi (insieme ad acque calde, calme e fortemente esposte alla luce solare) e tende ad adagiarsi su di essi. Gli effetti non influenzano soltanto la fauna e la flora marina, ma possono interessare anche l’uomo.

I rischi per i bagnanti vanno dal mal di gola alla laringite, passando per bronchite, febbre, rinite e dermatiti. Tuttavia l’alga non è pericolosa per l’uomo al suo stato normale, mentre può diventarlo in caso di mareggiate: in questi casi tendono a nebulizzare, rilasciando i composti tossici che generano stati di malessere a carattere transitorio.

L’uomo può quindi diventare una vittima inconsapevole di questa alga tossica per inalazione. Si raccomanda quindi di evitare lo stazionamento presso le coste rocciose in corrispondenza delle mareggiate. Attenzione inoltre, specifica l’ARPA Puglia, al consumo di ricci.

L’ARPA Puglia ha invitato Comuni e strutture ricettive (come stabilimenti balneari) ad allertare le locali strutture sanitarie in caso di livelli ritenuti pericolosi per la salute dell’uomo, stimati dall’ente in 30 mila cellule al litro. Misurazione che non interessa i valori sui fondali, ma le “acque in colonna”.

In caso di inalazione delle tossine evitare l’assunzione di antibiotici, soprattutto se dietro parere non medico, ma recarsi quanto prima presso una delle strutture sanitarie locali. I sintomi ad ogni modo si stima regrediscano in un arco compreso tra le 24 e le 48 ore.

19 luglio 2016
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