Il disastro nucleare di Fukushima inizia a produrre le prime crepe nella strategia di ritorno all’atomo dell’Italia. Ieri sera a Ballarò (puntata rivedibile interamente su Rai Replay) il ministro della giustizia Angelino Alfano ha sorpreso tutti gli ospiti spendendo parole di estrema cautela sul proseguimento della costruzione di centrali nucleari in Italia:

L’Italia ha a cuore l’indipendenza energetica del paese, la bolletta che pagano i nostri cittadini, la bolletta che pagano le nostre imprese, ma ha ancora più a cuore la salute dei cittadini quindi valuterà con grande attenzione le modalità in cui si muoverà l’unione Europea e in quel quadro si muoverà anche il nostro paese.

Alla domanda esplicita del conduttore Giovanni Floris sul proseguimento della strategia nucleare del governo italiano Alfano ha risposto:

Noi non ci possiamo permettere il lusso di dire stasera, allora siccome è successa quella cosa lì, sospendiamo tutto ma è chiaro che un approfondimento in termini concreti relativamente ai sistemi di sicurezza, valutando anche in base agli stress test europei, la dovremo fare e secondo me la prospettiva più razionale è quella europea.

Le parole di Alfano, insomma, mostrano dei tentennamenti e sono certamente più caute rispetto a quelle pronunciate nei giorni scorsi dal ministro Romani e da Stefania Prestigiacomo. È il segnale di un dietrofront nucleare difronte agli evidenti pericoli palesati con il disastro di Fukushima?

16 marzo 2011
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