Alemanno scommette sulle rinnovabili e chiede incentivi

Il referendum del 12 e 13 giugno ha sconvolto il panorama politico italiano. Poche parole riescono a riassumere meglio lo stato delle cose, come quelle del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno:

Dopo il Referendum bisogna costruire un nuovo modello di sviluppo e puntare su un modello alternativo al nucleare che sia non solo sostenibile ma anche partecipato e credo che Roma possa essere all’avanguardia di questo modello.

E la misura con cui la Capitale potrà essere “protagonista” è presto detta. Tramite l’azienda municipalizzata Acea:

Le rinnovabili fanno parte naturalmente dello sviluppo italiano, quindi credo che debbano essere dati incentivi e regole premianti per permettere alla produzione di energie sostenibili di andare avanti. Noi faremo la nostra parte come soci di maggioranza di Acea, facendo di questa azienda una grande impresa nel settore delle rinnovabili.

Non è un caso che proprio Acea sia una delle aziende metà pubbliche e metà private più colpite dal referendum sull’acqua. Infatti, oltre alla rete elettrica, gestisce (male) anche quella idrica: il bucherellatissimo acquedotto romano. Laddove, però, i primi due quesiti hanno tolto la possibilità di guadagnare su un bene comune come l’acqua. il terzo quesito ha di fatto rilanciato le rinnovabili. Da ciò l’auspicio del Sindaco:

Andremo avanti e faremo investimenti. Dobbiamo fare in modo che tutto questo crei un reale interesse economico.

22 giugno 2011
I vostri commenti
Maria, sabato 2 luglio 2011 alle0:40 ha scritto: rispondi »

"Dobbiamo fare in modo che tutto questo crei un reale interesse economico"... (economico per chi?) Alemanno si commenta da solo con questa frase  :-)

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