Oggi il Consiglio Regionale della Lombardia voterà per l’approvazione di una legge che concede più libertà ai sindaci in materia di disboscamento e manifestazioni con mezzi motorizzati. A scagliarsi contro il provvedimento, ribattezzato legge #ammazzaforeste, è Legambiente, convinta che una simile deregulation possa rivelarsi un’arma a doppio taglio per le foreste lombarde, bisognose di misure di protezione più restrittive.

Attualmente la tutela dei 621 mila ettari di boschi e foreste che ricoprono il territorio regionale, pari al 26% dell’intera superficie, è garantita da una legge che impedisce la deforestazione selvaggia. Purtroppo è proprio questa normativa in vigore, non infallibile ma tutto sommato efficace, a essere messa in discussione dal governo regionale. Gli ambientalisti si scagliano contro il progetto di legge n.124 di modifica della legge forestale, muovendo pesanti accuse ai promotori del provvedimento:

Si tratta di un testo nato come singolo articolo scritto per compiacere la piccola ma agguerrita lobby formata da quanti nei boschi amano scorrazzare con moto e SUV, fuoristrada o lungo sentieri e mulattiere.

Le foreste lombarde ospitano specie protette e a rischio che poco gradirebbero l’inquinamento acustico dei mezzi motorizzati. Per quanto riguarda la deforestazione, invece, i rischi non riguardano soltanto la fauna ma anche la popolazione. Le foreste, infatti, garantiscono protezione da frane e alluvioni, aiutano a mitigare gli effetti del riscaldamento globale e assorbono l’inquinamento. Senza contare la fornitura di materie prime, come il legno, alla base di un’economia forestale sostenibile se praticata nel rispetto delle risorse naturali e della capacità dei boschi di rigenerarsi.

Secondo Legambiente i sindaci non possono disporre liberamente delle aree forestali perché non possiedono adeguate competenze in materia, né tecnici in grado di valutare l’impatto degli interventi. L’associazione fa notare un altro punto debole del provvedimento:

La legge tende ad attenuare la definizione di bosco quando questa entra in conflitto con diverse previsioni urbanistiche, specie nel territori di pianura e a consentire interventi che prevedono la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico su versanti boscati. Tutto questo limitando fortemente i controlli per interventi di diboscamento su terreni montani che si sono coperti di boschi dopo decenni di abbandono delle pratiche agricole.

8 luglio 2014
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I vostri commenti
franco, giovedì 10 luglio 2014 alle9:23 ha scritto: rispondi »

fra poco respireremo solo cemento ,vogliamo capire una volta per tutte che esistiamo grazie alle foreste che creano ossigeno ?

Alessandro, mercoledì 9 luglio 2014 alle12:52 ha scritto: rispondi »

Altro che uscire dall'Europa. L'europa dovrebbe buttarci fuori. Ed a calci per il culo. Siamo soltanto un branco di ladri ed ignoranti. Ognuno pensa ai propri piccoli interessi ed in culo tutto il resto. Altro che Lombardi. Son terun.

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