Ha sollevato un incredibile polverone e grande sdegno la decisione di un albergo di Rimini di rifiutare la possibilità di soggiornarvi a una donna non vedente, per via del suo cane guida. La protagonista dell’episodio è Patrizia, originaria della Puglia, che avrebbe voluto trascorrere pochi giorni a fine agosto in un impianto della riviera romagnola. Ma vista la condizione di non vedente, avrebbe viaggiato e soggiornato con il suo fido quadrupede guida. A una prima richiesta di prenotazione la struttura aveva risposto positivamente, confermando la disponibilità di una camera, ma una volta conosciuta la condizione della donna aveva deciso di rifiutare la richiesta. L’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti (Uic) si è subito fatta portavoce dello spiacevole accadimento, sottolineando come la legge garantisca libero accesso ai cani guida in tutti gli spazi pubblici perché animali di assistenza e servizio.

La struttura alberghiera, in sua difesa, conferma di aver declinato la richiesta in linea con la politica dell’hotel che offre un servizio pet-free. Ovvero garantisce ai suoi ospiti l’assenza totale di cani, gatti, animali, peli e vieta l’accesso per garantire massima pulizia anche in favore di chi è allergico. Per ovviare al rifiuto, l’albergo ha voluto indicare alla donna una struttura adiacente, concordando con la stesso esercizio una cifra in linea con la loro e quindi più vantaggiosa. Ovviamente non sono valsi gli sforzi dell’hotel che, in ogni caso, non ha indietreggiato neppure davanti all’evidenza sancita dalla legge. La risposta è avvenuta anche attraverso un comunicato dove l’hotel si è definito rammaricato:

Ma questo nostro rammarico non può prevalere sui nostri obblighi commerciali e morali nei confronti di una pluralità indefinita di ospiti che confidano nella nostra onestà, e che frequentano da anni la nostra struttura con la certezza che magari i loro figli se non loro stessi, con forme di grave allergia agli animali possono trascorrere delle vacanze serene e conformi al contratto stipulato (struttura pet free).

Una vicenda che ha sollevato delle polemiche, sia dal punto di vista mediatico che politico: molte figure di spicco si sono schierate al fianco della Uic promettendo accertamenti. Lo stesso vicesindaco di Rimini, Gloria Lisi, ha promesso verifiche approfondite e ha richiesto alla struttura delle scuse formali. A fronte dei tanti corsi di formazione gestiti in tandem con la sezione provinciale dell’Unione Italiana dei Ciechi per illustrare alle strutture presenti sul territorio, la presenza di una legge in favore dei cani guida e dei loro proprietari. Come ha sottolineato anche Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Uic:

Il cane guida è un vero compagno di libertà, sempre disponibile e pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità. Purtroppo però, ancora oggi, troppo spesso non viene permesso al non vedente accompagnato dal cane guida di soggiornare in un albergo, entrare in un ristorante, prendere un taxi o utilizzare mezzi di trasporto pubblico, nonostante ‘esistenza della legge, e il buon senso. Ogni rifiuto di questa nostra libertà costituisce una violazione dei nostri diritti umani basilari. A questi diritti non potremo mai rinunciare ed è nostro dovere difenderli in ogni sede e con ogni mezzo.

31 agosto 2016
I vostri commenti
Pietro Piccione, martedì 6 settembre 2016 alle17:14 ha scritto: rispondi »

Come si chiama la struttura ? Così la posso evitare e sconsigliare. Andrei a vedere se sono così fiscali su tutto il resto come dipendenti messi in regola epatite fiscale. Che schifo

maria gabriella mucci, sabato 3 settembre 2016 alle10:09 ha scritto: rispondi »

E' una indecenza !!!!

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