Presentata la Carta dell’Informazione ambientale all’interno del Festival del giornalismo di Perugia (dal 15 al 19 aprile 2015), o meglio quella che per adesso potremmo definire la “bozza definitiva”.

Il testo ufficiale, dopo essere passato al vaglio del comitato scientifico di FIMA e dei soci FIMA, verrà presentato a Ecomondo, la “fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile”, che si svolgerà a Rimini dal 3 al 6 novembre 2015, mentre la bozza, verrà rivista rispetto al testo presentato durante il Festival del Giornalismo di Perugia e anticipata con la pubblicazione sul sito della FIMA il 5 giugno. Una data simbolica, essendo la Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Si arriverà così alla conclusione di un percorso iniziato qualche mese fa e che vuole proporre nuove regole, nuovi approcci per gli ordini professionali, dare strumenti per fare informazione corretta su argomenti non semplici come quelli ambientali, che per di più spesso sono percepiti ancora come un qualcosa di non oggettivizzabile.

Servirà però anche ad attirare l’attenzione delle istituzioni, degli operatori, dei cittadini sulla funzione e le responsabilità dell’informazione ambientale e delle sue tematiche complesse, controverse e che richiedono anche grande competenza scientifica e comportano importanti ricadute economiche, sociali ed etiche.

Tra pochi mesi ci sarà la conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici. All’ultima conferenza delle parti sullo stesso tema a New York i giornalisti italiani presenti erano solo due freelance, eppure si tratta di temi pressanti che dovrebbero dare inizio a una fase di processi di mitigazione e di adattamento che dovrebbero avere anche un risvolto economico, rispetto a tutto il comparto delle infrastrutture che dovrebbe tenere conto di questi temi per essere al passo con i tempi.

La Carta dell’Informazione ambientale vuole avviare il dibattito, dare delle indicazioni per l’inizio di un percorso, fino ad arrivare alla fase istituzionale con la quale dovrebbe aprirsi ad un dibattito più ampio. Uno strumento che serve per rendere conto di una trasformazione che i media stanno subendo, dando gli strumenti adeguati per raccontare questa trasformazione.

Quello che distingue questa carta alle altre carte deontologiche del mondo giornalistico è il fatto di soffermarsi moltissimo sull’approccio scientifico, fondamentale per raccontare e spiegare situazioni spesso molto complesse e critiche, che richiedono competenze trasversali e che hanno forti implicazioni sulle condizioni di vita e sulle scelte dei cittadini.

Per questo, come ha spiegato Sergio Ferraris, direttore di QualEnergia e membro dell’ufficio di presidenza della FIMA (Federazione Italiana Media Ambientali), viene arricchita di:

Principi deontologici specifici che non si trovano in altre carte di questo tipo, la differenza e probabilmente la novità di questa Carta, sta fondamentalmente in questo approccio.

Dopo la stesura definitiva la Carta verrà tradotta in inglese e si spera anche in spagnolo e francese, per affrontare tematiche come quelle dei cambiamenti climatici a livello globale e aprirsi a un confronto oltre i confini nazionali, così come a livello nazionale dovrebbe raggiungere il mondo dell’informazione nella sua globalità fino anche al settore del commercio, per riuscire ad influenzare anche il tipo di contratti di lavoro che vengono messi in atto.

16 aprile 2015
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