La guerra alle vecchie lampadine a incandescenza è ormai stata dichiarata in tutto il mondo. Ventisette paesi europei, il Canada, l’Australia, le Filippine, Cuba e gli Stati Uniti hanno fissato più o meno a breve termine la cessazione totale delle vendite di lampadine a incandescenza.

Quanto ai termini, si va dai paesi più virtuosi come alcuni europei, che hanno proibito la vendita delle lampadine tradizionali già tra poco più di un anno, nel 2010, ad altri, un po’ meno esigenti, come l’Italia, che ha fissato il suo termine al 2011 (senza al momento prevedere un adeguato piano attuativo), o gli Stati Uniti, che hanno lasciato tempo alla catena di produzione e distribuzione di riadattarsi fino al 2014.

Ma cosa significa e quanto vale combattere una lotta per l’efficienza energetica nel settore dell’illuminazione? La luce in un paese come il nostro influisce complessivamente per circa il 19 per cento del fabbisogno di elettricità, mentre si stima che in un paese come gli Stati Uniti sia responsabile dell’emissione di 1,5 milioni di tonnellate di gas serra annui.

Valori decisamente rilevanti, che nella politica europea, che mira a rimpiazzare in pochi anni tutte le lampadine con quelle fluorescenti, dovrebbero essere abbattuti di circa il 60 per cento, arrivando a risparmiare 30 milioni di tonnellate annue (pari a circa la metà delle emissioni complessive della Svezia).

In Italia alcuni distributori commerciali (supermercati, catene di elettrodomestici, ecc), spinti dall’opinione pubblica e da alcune associazioni ambientaliste (su tutte Greenpeace, che dedica al tema un’apposita campagna “Ban The Bulb”), stanno cominciando ad anticipare i termini. Ovvero molti stanno stabilendo autonomamente dei limiti oltre i quali smetteranno di vendere questo tipo di lampadine, come Leroy Merlin, catena del bricolage che eliminerà le lampadine obsolete già dal 30 Giugno 2009, o l’ultimo arrivato dei distributori virtuosi, Castorama, che smetterà di vendere lampadine a incandescenza già dal 2010.

La scelta di puntare sui rivenditori, e sul “forzare” l’acquisto di lampadine fluorescenti, è data dal fatto che i consumatori sono ancora spaventati da un costo iniziale che generalmente supera di gran lunga quello delle lampadine tradizionali (di 3, 4 volte).

In realtà l’economicità delle lampadine fluorescenti è indiscussa, visto che permettono un sensibile risparmio energetico visibile sulla bolletta (calcolando che una lampada da 18w circa copre la luce di una tradizionale da 100w), e contemporaneamente hanno una durata di vita di 7-8 volte superiore.

Alla luce di questo è particolarmente positivo che i distributori inizino (più o meno spontaneamente) a programmare una progressiva eliminazione delle lampadine tradizionali, cosicché i termini stabiliti per legge siano davvero rispettati e non restino semplici promesse.

Problema più grande irrisolto: anche le lampade a fluorescenza hanno pericolose ripercussioni ambientali se non smaltite correttamente, perché contengono mercurio e polveri potenzialmente pericolose, sia se si frantumano, sia se finiscono in discarica.

A fronte di ciò c’è la legge sulla raccolta dei rifiuti elettronici (RAEE), che, come abbiamo visto, anche in questo caso non ha ancora dato i suoi frutti.

12 novembre 2008
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I vostri commenti
andrea, martedì 21 settembre 2010 alle18:26 ha scritto: rispondi »

Un'informazione a tutti coloro che leggeranno questo forum (dubito per coloro che vi hanno già scritto, visto che le loro osservazioni risalgono a parecchio tempo fa): le lampade a incandescenza nei formati standard stanno sì gradualmente subendo la messa al bando, ma non è detto che si debbano per forza sostituire con le inquinantissime lampade a fluorescenza, si possono in alternativa utilizzare le lampade alogene appositamente create per sostituirle, che sono contenute in un bulbo del tutto analogo a quello delle vecchie lampade a incandescenza, quindi perfettamente compatibili, e possono essere utilizzate anche con un qualsiasi dimmer. Queste nuove alogene consumano pure molto meno delle vecchie lampade a incandescenza. Da notare anche che alcuni formati speciali, come i grossi globi e le lampade decorative, continueranno ad essere prodotte anche ad incandescenza (ma da utilizzarsi con moderazione!).

dorylinux, venerdì 28 novembre 2008 alle12:54 ha scritto: rispondi »

quoto francesco ...nei studi di grafica, se tali, sono attrezzati (togliamo subito quelli de: "anch'io faccio grafica") sia con il buon vecchio tavolo luminoso per vedere le dia, ormai quasi totalmente rimpiazzate dalle riprese digitali da dorso digitale, che un tavolo di lavoro dove sopra è ben presente un'illuminatore tarato daylight... ps: non so se torna utile a qualcuno ma giusto l'altra settimana ho fatto mettere a filo soffitto del vetro-cememento, e precisamente, nel tramezzo che divide il bagno dalla cucina e nel tramezzo che divide il corridoio dal soggiorno/salotto. Ora queste quattro stanze beneficiano un della luce dell'altra e pure "l'esperienza abitativa" (scusate ma non ho resistito :) è notevolmente migliorata... fate vobis

francesco, venerdì 28 novembre 2008 alle12:12 ha scritto: rispondi »

mah.. francamente la tua conclusione mi sembra un po' eccessiva.. nel senso, nei rari casi in cui le lampadine si usano saltuariamente (ripostigli appunto), allora si presume che le lampade a basso consumo, che già hanno il vantaggio di durare svariati anni in più delle vecchie lampadine, saranno ancora più durature, riducendo veramente al minimo il problema che dici tu dell'inquinamento in discarica. (dove andrebbero comunque molte più lampadie a incandescenza) Quanto agli usi negli studi di grafica, non so se anche con le nuove lampade a basso consumo, che per quanto mi riguarda hanno prestazioni paritarie a quelle a incandescenza, persistino i problemi che dici tu. In alternativa, per casi specifici penso si possa trovare una soluzione (vendita in negozi specializzati?), senza dover lasciare in circolazione una tecnologia a mio avviso obsoleta. Anche perchè, temo che quando dici che le lampade a basso consumo sono già molto diffuse, sottovaluti l'enorme impatto positivo che avrebbe una messa al bando. Decisamente più bene che male.

filipporiccio, venerdì 28 novembre 2008 alle11:46 ha scritto: rispondi »

Dove sono più convenienti (ovvero dove consumano in effetti meno) si usano già in moltissimi casi le lampade a basso consumo. Ma ci sono posti dove sono più convenienti quelle ad incandescenza. Per esempio le luci che vengono accese saltuariamente e per brevi periodi (e sono tante: ripostigli, box...), dove l'inquinamento e i costi aggiuntivi (entrambi notevoli) di una lampada a fluorescenza o di un led sono certo peggiori del piccolo risparmio di energia consumata durante l'uso. Per esempio le luci che devono avere uno spettro continuo, ovvero in tutti i posti dove la visione dei colori deve essere buona. Non solo gli studi di grafica: avete provato a leggere il codice di colori di una resistenza con una lampada a fluorescenza? Per cui il bando probabilmente farà più male che bene. Per quanto riguarda il ragionamento sui dimmer, oltre alla premessa errata (che sia fatto con una resistenza), è sbagliata anche la conclusione. Anche un ipotetico dimmer fatto con una resistenza, nel momento in cui dovesse far dissipare 100W a una lampadina da 500W in totale dissiperebbe circa 224W.

dorylinux, mercoledì 19 novembre 2008 alle19:55 ha scritto: rispondi »

...bene! Allora devo le mie scuse. :o( Sarà utile questo distinguo a chi lo usa nel non dover, come me, far confusione e far di "tutta un'erba un fascio".

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